– 71: al via la convention repubblicana, Trump parlerà tutti i giorni

24 Ago 2020 - Diario Americano USA 2020 di Giampiero Gramaglia

Donald Trump parlerà tutti i giorni; e ogni giorno ci sarà ogni almeno un altro Trump: meno virtuale della democratica, la convention repubblicana, che si apre oggi a Charlotte in North Carolina, fa tutta perno sul presidente candidato.

Dietro la regia, ci sono due producer di The Apprentice, il reality che fece di Trump una star tv (“una presidenza da reality”, “inetta e pericolosa”, ha detto Barack Obama, la settimana scorsa, intervenendo alla convention democratica).

Rompendo il protocollo secondo cui il candidato fa una apparizione mondana a inizio kermesse, intervenendo solo alla conclusione per il discorso di accettazione della nomination, Trump parlerà sempre. Oggi sarà a Charlotte, insieme al suo vice Mike Pence, per salutare i delegati protagonisti del ‘roll call’, cioè della chiamata Stato per Stato per attribuire la nomination.

Per volere del presidente, la convention repubblicana, che si chiuderà giovedì, durerà ogni giorno due ore e mezzo, mezz’ora in più della democratica: inizio alle 20.30, fine alle 23.00 (in Italia, rispettivamente, le 02.30 e le 05.00). Trump interverrà intorno alle 22.00, le quattro del mattino.

I due producer sono Sadoux Kim, a lungo vice di Mark Burnett, il creatore di The Apprentice, e Chuck LaBella, che si occupava della scelta dei talenti dello spettacolo. Entrambi hanno lavorato anche per il concorso di Miss Universo quando era di proprietà del magnate, il primo anche come giudice delle concorrenti. I due sono consulenti del team organizzatore e – scrive il New York Times, fornendo tutti questi dettagli – sono già stati retribuiti dal partito repubblicano rispettivamente 54 mila e 81 mila dollari.

Coronavirus: ok uso emergenza plasma
Ieri sera, Trump ha fatto una prima comunicazione ‘stile convention’, annunciando che la FDA, Food and Drug Administration, l’Agenzia del Farmaco Usa, ha concesso l’autorizzazione all’uso d’emergenza del plasma di soggetti convalescenti nel trattamento anti-coronavirus. Il presidente, che ha convocato una conferenza stampa alla Casa Bianca, ha detto: “E’ un annuncio storico”, si tratta di una “terapia potente”, “Invitiamo tutti i guariti a donare il plasma per consentire di usarlo nelle cure”.

Trump ha assicurato che la decisione “non ha nulla a che fare con la politica”, anche se molti media riferiscono di pressioni sull’Agenzia del Farmaco per accelerare l’autorizzazione. Erano pure presenti il ministro delle Sanità Alex Azar e il capo della FDA Stephen Hahn, cui è stato chiesto se la terapia è efficace: è “potenzialmente promettente”, ha risposto, precisando che si tratta d’espandere trattamenti già somministrati a oltre 70 mila pazienti e che hanno dato risultati positivi su una parte di essi. Hahn ha poi ricordato che il plasma non può essere prodotto in numero di dosi illimitato, come una medicina o un vaccino: la sua disponibilità è funzione delle donazioni.

Trump s’è dunque giocato l’annuncio di quella che definisce “grande svolta terapeutica” anti-virus per tentare di sottrarsi alle accuse di fallimento nella gestione della pandemia.

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