– 54: Trump sapeva del virus ma tacque, dice Woodward

10 Set 2020 - Diario Americano USA 2020 di Giampiero Gramaglia

Nel giorno in cui riceve una nomination per il Nobel della Pace, di cui si dice onorato, ma che lascia il tempo che trova, Donald Trump si ritrova nei guai per l’ennesimo libro: questa volta, il titolo è breve, Rage’, Rabbia, e l’autore è un giornalista famoso e iper-rispettato, Bob Woodward, colui che, con Carl Bernstein, svelò lo scandalo Watergate. A Woodward, il cui libro uscirà il 15 settembre, Trump ha concesso 18 ampie interviste (registrate) tra dicembre e luglio.

Anticipazioni del libro erano già trapelate, specie sul rapporto tra Trump e il dittatore nord-coreano Kim Jong-un. Ora s’apprende, tra l’altro, che il presidente sapeva, settimane prima del primo morto Usa per Covid-19, quanto il virus fosse pericoloso, trasmissibile per via aerea, altamente contagioso e “più fatale di una forte influenza”, ma volle “sempre minimizzarlo per non creare panico”. Frasi che contrastano con tutta la costante narrativa del magnate sul coronavirus.

Domani, anniversario degli attacchi all’America dell’11 Settembre 2001, Trump e Joe Biden saranno entrambi a Shanksville, in Pennsylvania, dove si schiantò il volo 93 United Airlines, l’unico dei quattro aerei dirottati a non avere raggiunto il suo obiettivo, il Campidoglio o la Casa Bianca. Nel dramma, perirono 44 persone.

Due comizi di Trump previsti nel fine settimana in Nevada sono stati cancellati. Il Las Vegas Review-Journal attribuisce la decisione alle restrizioni anti-coronavirus imposte dal governatore Steve Sisolak, democratico, tra cui l’obbligo di mascherina e la limitazione degli assembramenti (massimo 50 persone). I comiz erano previsti sabato a Reno e domenica a Las Vegas.

La campagna di Trump e il partito repubblicano hanno raccolto in agosto 210 milioni di dollari, molto meno dei 364 milioni ricevuti da Joe Biden e dal partito democratico.

A pensare a Trump per il Nobel per la Pace è stato un parlamentare norvegese, che ha formalmente segnalato il presidente per il ruolo di mediazione nell’accordo di pace tra Israele e Emirati Arabi Uniti. “Penso che Trump abbia compiuto più sforzi di qualunque altro candidato per creare la pace tra le nazioni”, ha detto Christian Tybring-Gjedde parlando alla Fox News.

Trump non smentisce il contenuto delle interviste a Woodward, ma, in conferenza stampa, spiega: “L’ultima cosa che volevo era creare il panico … Il lavoro che abbiamo fatto è stato incredibile. Ma non volevamo instillare il panico, non volevamo saltare su e giù e cominciare a gridare che abbiamo un problema che è un tremendo problema, spaventare tutti”. La sua portavoce Kayleigh McEnany nega che Trump abbia intenzionalmente fuorviato gli americani sulla gravità del coronavirus.

Biden, invece, commenta, parlando nel Michigan: Trump “ha mentito agli americani sui pericoli del virus, che conosceva con un anticipo di settimane” e la sua “negligenza è costata vite e ha causato la recessione economica … Non ha fatto il suo lavoro, di proposito”.

Il candidato democratico ha poi twittato: “Se sarò eletto, dirò sempre la verità. Ascolterò gli esperti e farò tutto il possibile per contenere il virus. Metterò sempre al primo posto la salute e la sicurezza, indipendentemente dal costo politico”.

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