Ue: Slovenia presidente, cybersicurezza e stato di diritto priorità

28 Lug 2021 - Finestra sull'Europa di Studenti FiSE

In questo secondo semestre 2021 la Slovenia guida il Consiglio dei Ministri dell’Unione europea,  avendo dato il cambio al Portogallo nella difficile fase di uscita e di ripresa dalla pandemia, con la Conferenza sul futuro dell’Europa avviata da poco e il post Brexit da gestire.

Il primo ministro sloveno Janez Jansa, inaugurando la presidenza di turno, ha sottolineato la forte volontà di abbracciare tutte le sfide che l’Europa è chiamata ad affrontare quale attore globale, dall’immigrazione alla transizione digitale al dispositivo di “ripresa e resilienza”. In particolare due sono state le tematiche cui Jansa ha dato priorità durante la conferenza stampa con il presidente del Parlamento europeo David Sassoli: cyber-sicurezza e stato di diritto.

La sicurezza informatica è uno dei nodi più delicati dei nostri giorni per la sempre maggiore mole di dati che coinvolgono informazioni di ordini di sensibilità diversi, dalla sicurezza degli Stati alla privacy dei singoli cittadini. Quello della digitalizzazione delle società è un processo che, per essere affrontato nel migliore dei modi, deve essere accompagnato da una garanzia di sicurezza di cui le Istituzioni devono farsi carico, assicurando alla popolazione una costante tutela delle loro informazioni.

Alcune perplessità nascondo dalle parole di Jansa sullo stato di diritto. In conferenza stampa, il premier ha espresso una posizione a favore di una sempre maggior tutela della libertà di espressione. Tuttavia, nel condannare alcuni episodi di mancato rispetto di tale libertà, il premier ha fatto riferimento solamente alla situazione della Bielorussia di Aljaksandr Lukašėnko, omettendo altri casi di inosservanza dei diritti fondamentali. Quelli dell’Ungheria e della Polonia, Paesi Ue, sono ormai tristemente noti ed entrambi i Paesi sono attualmente sottoposti a una procedura d’infrazione per violazione dei diritti fondamentali nei confronti della comunità lgbtq.

Nota, infatti, è  l’alleanza tra Jansa e il primo ministro ungherese Viktor Orban, leader di un Paese dove quello della libertà d’espressione è un concetto sempre più sfumato. La stessa situazione dei media in Slovenia è stata messa in discussione da una giornalista con una domanda cui non è stata data risposta per via di alcuni problemi tecnici.

Le perplessità nei confronti della Slovenia ci sono e non sono di piccola portata, ma la parola utilizzata dalla presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen nel prendere la parola è stata “fiducia”: fiducia nello stato di diritto che oggi è per molti Paesi un’utopia, ma che l’operato della presidenza slovena potrà aiutare a realizzare; fiducia in quello sforzo collettivo a cui tutta l’Unione è chiamata nella delicata fase di uscita – si spera – dal Covid, che prelude a importanti sfide nell’immediato futuro.

Matteo Maiorano