L’Ue rinnova le sanzioni sul Venezuela

25 Nov 2019 - Dal blog Sanzioni Internazionali di Studio Padovan

L’11 novembre, il Consiglio dei Ministri dell’Ue ha esteso per un anno le sanzioni sul Venezuela – fino al 14 novembre 2020 – in risposta alle persistenti violazioni di diritti umani e dello stato di diritto nonché alle azioni tese a sovvertire l’ordine democratico. Poco sembra essere cambiato dalla situazione del 13 novembre 2017, quando l’Ue adottò le prime sanzioni sul Venezuela con il regolamento (UE) n. 2017/2063: secondo le dichiarazioni del Gruppo internazionale di contatto (International Contact Group o Icg), continua l’opprimente repressione politica e la transizione autoritaria mentre le condizioni di vita della popolazione locale restano insostenibili.

Con l’obiettivo di portare il governo del presidente Nicolas Maduro al tavolo dei negoziati con le opposizioni, di adottare un calendario per le elezioni e di liberare i prigionieri politici, l’Ue ha imposto sanzioni sia oggettive, sul commercio di determinati beni, sia soggettive, miranti a colpire certi individui ed entità; in particolare, da un lato il regolamento (UE) n. 2017/2063 prevede da una parte l’embargo settoriale sulle armi e gli strumenti di repressione e d’intercettazione interna e dall’altra il divieto di circolazione e il congelamento dei beni di – ad oggi – 25 funzionari considerati responsabili della crisi.

Ben più incisivo è il programma sanzionatorio degli Stati Uniti. Prima l’amministrazione Obama e poi di più l’amministrazione Trump hanno emanato ordini esecutivi (EO) volti a congelare i beni dei responsabili politici e dei dirigenti del governo Maduro, inclusi lo stesso presidente, la sua famiglia, giudici della Corte costituzionale, ministri e vertici delle forze di sicurezza. Sono stati imposti, inoltre, ai soggetti Usa divieti d’acquisto di titoli di debito o moneta digitale emessi dal governo del Venezuela nonché di azioni in società a partecipazione statale superiore al 50%.

Giri di vite significativi nell’escalation contro il governo Maduro sono state le emanazioni dell’EO 13850, che ha esteso il rischio d’incorrere in sanzioni USA anche a soggetti non statunitensi nel caso effettuino transazioni con individui o entità blacklistate, e dell’EO 13884 che, designando il Government of Venezuela, e tutte le entità possedute, direttamente o indirettamente, per una quota uguale o superiore al 50%, ha di fatto bloccato gran parte dell’economia venezuelana.

In un contesto di persistente ostilità e crescente polarizzazione tra i sostenitori del governo e gli oppositori guidati dal presidente dell’assemblea nazionale Juan Guaidò, i margini di operatività commerciale e finanziaria per le imprese italiane diventano sempre più limitati.

Giuseppe Di Luccia