Ue/Italia: fondi, Lazio, ciò che dovremmo sapere

25 Set 2020 - Finestra sull'Europa di Studenti FiSE

Sono molteplici le vocazioni culturali e turistiche del Lazio che fanno ricorso a strumenti europei come il Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr), Interreg EuropeInterreg MedENI CBC MediHorizon 2020Creative Europe ecc., finalizzati in parte o in toto alla tutela, valorizzazione e produzione di offerta culturale. Il FESR è uno dei fondi strutturali dell’Unione europea che mira a consolidare la coesione economica e sociale. Distribuisce gli investimenti su varie aree, tra cui l’agenda digitale, strumento per la migliore crescita digitale del territorio e punto di partenza per la realizzazione del Lazio Digitale 2020una regione in grado di utilizzare in pieno le opportunità offerta da Internet e delle tecnologie per la promozione della cittadinanza digitale.

Le aree di intervento sono: le infrastrutture digitali, Amministrazione digitale aperta e intelligente, Sanità digitale, Comunità intelligenti, Cittadinanza e competenze digitali. In particolare, l’ambito della sanità, soprattutto in questo momento, ha il più immediato e rilevante impatto sulla qualità di vita dei cittadini del territorio. La sanità digitale è uno dei grandi temi su cui la Regione Lazio ha investito e intende ancora investire, al fine di ottenere un sistema integrato che, ponendo al centro le esigenze dei cittadini, permetta di fornire loro servizi più efficienti e di usufruire dell’assistenza sanitaria in modo semplice e diretto.

L’elemento innovativo è l’Anagrafe Sanitaria Regionale (ASUR), base di riferimento per la realizzazione del Fascicolo sanitario elettronico. La Regione Lazio mette al centro della sua azione il potenziamento del territorio, della medicina di prossimità e della medicina distrettuale. Le tecnologie digitali risultano essere abilitanti e funzionali al conseguimento degli obiettivi indicati dall’Ue.

Il Piano regionale per il governo delle liste di attesa si propone di condividere un percorso per la gestione delle liste di attesa finalizzato a garantire l’accesso dei cittadini ai servizi sanitari, mediante l’applicazione di criteri rigorosi, del rispetto delle classi di priorità e della trasparenza del sistema a tutti i livelli. Il modello organizzativo prevede che il cittadino utilizzi il ReCUP per la diagnosi e l’impostazione del percorso di cura (primi accessi) e che i ‘care manager’ utilizzino il ReCUP per completare il percorso di cura e seguire i pazienti cronici.

In questo scenario diventa necessario, anche a livello tecnologico, realizzare un ReCUP 2.0 che garantisca l’uniformità di governance dell’offerta di prestazioni ambulatoriali attraverso l’omogeneizzazione delle agende e che consenta tra l’altro di gestire prenotazioni online, telefoniche e da sportello su un database delle agende unico a livello regionale; di gestire in via esclusiva le agende dell’ALPI, disponendo delle agende del privato accreditato e dei classificati; di ridurre la frazione di agende “gestite direttamente”.

Alessia Alvarez

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