Ue/Italia: fondi, Lazio valorizza patrimonio culturale

19 Ott 2020 - Finestra sull'Europa di Studenti FiSE

La creazione di processi di cooperazione internazionale e interregionale punta al miglioramento dell’efficacia delle politiche e degli strumenti di sviluppo regionale attraverso uno scambio di informazioni e di esperienze. I programmi europei come Orizzonte 2020 o Europa creativa sono finalizzati da una parte alla valorizzazione del patrimonio culturale e dall’altra allo sviluppo del capitale umano e al coinvolgimento dei cittadini nella creazione e fruizione dell’offerta culturale stessa e trovano riscontro nella forte vocazione culturale e turistica del Lazio. Il sottoprogramma ‘cultura’ rappresenta il 31% del budget di Europa creativa e promuove la mobilità transnazionale di opere culturali e creative e di artisti e operatori culturali al fine di favorire l’internazionalizzazione delle carriere. Inoltre, promuove l’audience development, incoraggia la creatività e contribuisce all’integrazione dei profughi nell’Ue mediante attività di showcasing e co-creazione a livello europeo.

I programmi presi in considerazione sono promossi dalla Direzione Cultura e Politiche giovanili attraverso partnership e collaborazioni a vari progetti come Chebec – Hacking the Mediterranean economy through the Creative and Cultural Sector (2019); EMAP – European music archaeologic project (2013-2018); il Progetto ABC, acronimo di “Atelier arte bellezza e cultura” (2016); Urban Manufacturing (2017).

In particolare il progetto Urban Manufacturing rientra in quella specifica categoria culturale che fa da ponte tra arte-scienza e problemi quotidiani. Il piano d’azione, cofinanziato dal Fondo europeo di Sviluppo regionale (Fesr), fa riferimento all’obiettivo di Cooperazione territoriale europea e interessa gli Stati dell’Ue con aggiunta di Svizzera e Norvegia. Il piano è partito dal 1 gennaio 2017 e ha una durata totale di cinque anni.

Come riporta dettagliatamente lo stesso programma di Cooperazione interregionale (Interreg Europe), “l’obiettivo principale è quello di fare crescere spazi collaborativi e di co-creazione di valore dove nuove figure professionali e indipendenti possano scambiarsi idee e materiali al fine di produrre prodotti e servizi innovativi all’interno dei centri urbani”. Perciò da un lato sostiene la crescita della piccola e media impresa unendo istituzioni pubbliche, parchi scientifici, centri di innovazione, stakeholder di sostegno alle imprese e molto altro, mentre dall’altro lato cerca di realizzare incontri di Policy Clinic per avvicinarsi anche ai vari livelli politici.

Nel caso specifico della Regione Lazio, viene preso in considerazione il Policy Instrument POR Fesr 2014-2020, volto al consolidamento di start-up innovative che, a livello di specializzazione intelligente, si legano perfettamente con la Strategia Europa 2020.

Elena Duranti

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