Ue e ‘gender gap’: strategie anti-disparità di genere

12 Mag 2021 - Finestra sull'Europa di Studenti FiSE

Il Sistema nazionale di certificazione della parità di genere è il nuovo strumento di cui l’Italia intende dotarsi in ambito ‘gender gap’. L’obiettivo, stando all’ultima versione del Recovery Plan, alias Pnrr, Programma nazionale di Ripresa e Resilienza, è una sistematizzazione volta all’adozione da parte delle imprese di policy adeguate a ridurre le disparità tra donne e uomini.

Si tratta di riqualificare il ruolo della donna nell’imprenditoria e nel lavoro, garantendo l’allineamento ‘uomini – donne’ come criterio di valutazione dei progetti ‘gender mainstreaming’ e promuovendo strategie integrate tra istruzione e investimenti in servizi sociali e di supporto.

Il raggiungimento di una parità di genere richiede interventi amministrativi sulle molteplici dimensioni delle discriminazioni in essere. Programmazioni specifiche sono oggi dirette alla partecipazione della donna nel mondo del lavoro e all’abbattimento di fenomeni quali la segregazione o l’impossibilità di accedere a risorse finanziarie. La maggior diseguaglianza nasce nell’allocazione del tempo dedicato al lavoro domestico e alle attività socio-familiari rispetto a quello dedicato a posizioni decisionali politiche, economiche e sociali.

Sul piano sostanziale, è possibile eliminare il gender gap? La risposta è sì! Si guarda, infatti, ad una maggiore occupazione femminile, sia da un punto di vista qualitativo che quantitativo. O, anche, alla realizzazione di un potenziamento dei servizi di asilo nido e per la prima infanzia, delle scuole per l’infanzia e del tempo-scuola che fornisce un concreto supporto a una piena libertà di scelta ed espressione della personalità da parte delle donne.

Al raggiungimento di questo obiettivo concorrono le misure previste nel campo dell’istruzione, in particolare quelle che favoriscono l’accesso da parte delle donne all’acquisizione di competenze STEM (Science, Technology, Engineering and Mathematics). Nel Recovery Plan, in proposito, si legge: “La disuguaglianza di genere limita il potenziale contributo delle donne alla crescita economica del Paese … La parità di opportunità e di diritti va infatti realizzata contestualmente in diversi ambiti della vita economica e sociale”.

Il Pnrr, che ha come presupposto il Programma nazionale di Riforma, diverrà effettivo in Italia dopo l’approvazione da parte dell’Unione europea: i piani italiani, nella fattispecie, rispondono alle Raccomandazioni approvate dal Consiglio Europeo nel 2019 ispirandosi alla Annual Sustainable Growth Strategy della Commissione Europea e allo European Green Deal.

Ciò dimostra l’attenzione dell’Unione europea circa i temi del rilancio dell’innovazione, della sostenibilità ambientale, sociale ed economica e della coesione territoriale. Tali problematiche risultano evidenti tanto quanto quella del gender gap che oggi, più che mai, merita di essere posta al primo posto nello scenario europeo.

Serafina Di Lascio