Ue: l’Eurovision e il pop-allargamento

7 Mag 2018 - Dal blog Peanuts di Gabriele Rosana

Se l’Eurovision Song Contest fosse la cartina al tornasole dell’integrazione europea, allora l’Albania avrebbe buoni motivi per sognare in grande. Alla competizione musicale in scena questa settimana a Lisbona – semifinali martedì 8 e giovedì 10, finalissima sabato 12 -, Tirana non solo schiera il proprio cantante, Eugent Bushpepa, ma può contare anche su altre due punte: Ermal Meta, in quota Italia (che riproporrà insieme a Fabrizio Moro la canzone vincitrice dell’ultimo Festival di Sanremo), e Eleni Foureira, che gareggia per Cipro.

Una tripletta della diaspora che aumenta statisticamente le possibilità di vittoria per il Paese costiero e arriva in un momento significativo.

A fine aprile, infatti, la Commissione europea ha raccomandato una da tempo attesa apertura dei negoziati per l’adesione dell’ Albania, che alla porta di Bruxelles bussa fin dal 2009, anno in cui Tirana presentò la domanda di ingresso.

In questo ennesimo e faticoso passaggio dell’allargamento ai Balcani, l’ Albania non è però sola. A farle compagnia, la controversa Macedonia, che sulle carte geografiche e nelle cancellerie internazionali è ancora l’ex Repubblica jugoslava di Macedonia (Fyrom) e che dal 2004 chiede di entrare nell’Ue. Il caleidoscopio balcanico – che vede Serbia e Montenegro capofila nella corsa verso l’Ue a 33 – si arricchisce così di due nuovi capitoli.

Skopje è decisa a trovare un accordo sul nome ufficiale del Paese che, dalla sua nascita dalle ceneri della Jugoslavia, la contrappone alla Grecia e ne ostacola il cammino europeo.

“La Macedonia è greca”, è stato per lungo tempo il grido di battaglia di Atene, indispettita anche dal fiorire di statue elleniche nel centro di Skopje e dai tentativi di “furto d’identità” ad opera dei vicini slavofoni. “Se per trovare un’intesa bastasse cambiare nome al nostro aeroporto (l’Alessandro Magno, ndr), io sono pronto!”, scherzava mesi fa il premier macedone. Adesso la quadra sembra davvero vicina, con i buoni uffici della Bulgaria, presidente di turno del Consiglio dell’Ue e decisa a essere l’alfiere dell’allargamento ai Balcani (e della risoluzione della questione macedone, da brava vicina delle due parti in causa).

A margine di un vertice a Sofia il 16 e 17 maggio prossimi è previsto un nuovo incontro fra greci e macedoni. Le opzioni in campo, validate dal mediatore Onu, sono quattro: le più credibili rimangono Repubblica della Macedonia del Nord e Repubblica dell’Alta Macedonia. Non gli esempi più incoraggianti, ma i Nord senza Sud e i Sud senza Nord son già sulle mappe, dall’Irlanda al Sudan…