Trump vuole dare battaglia il 6 gennaio, firma leggi

28 Dic 2020 - Diario Americano USA 2020 di Giampiero Gramaglia

“Ci vediamo a Washington il 6 gennaio. Non mancate! Seguiranno informazioni”: è il tweet del presidente americano Donald Trump, che per le festività di fine anno si trova nella sua residenza di Mar-a-Lago, in Florida.

L’appuntamento è nel giorno in cui Trump avrebbe intenzione di sferrare l’ultimo affondo nel tentativo di ribaltare l’esito delle elezioni presidenziali. Il 6 gennaio infatti si riunirà in seduta plenaria il Congresso che dovrà ufficialmente contare i voti dei grandi elettori, voti che hanno confermato la vittoria di Joe Biden.

Donald Trump, che si trova nella sua residenza di Mar-a-Lago in Florida, volerà in Georgia stasera per fare campagna elettorale a favore dei due senatori che corrono per i ballottaggi del 5 gennaio, decisivi per assegnare la maggioranza del Senato.

Sotto la pressione bipartisan del Congresso, il presidente americano Donald Trump ha finalmente ratificato il nuovo piano di stimolo da 900 miliardi di dollari per l’economia Usa che concede aiuti a famiglie e piccole imprese colpite dalla pandemia di Covid-19. L’inquilino della Casa Bianca ha anche firmato la legge sul finanziamento dello Stato federale, che impedirà la chiusura dei servizi pubblici (shutdown). Lo rende noto un comunicato stampa.

Il piano prevede tra le altre cose la conferma dell’estensione dei benefici di disoccupazione e il pagamento di un assegno da 600 dollari a persona per chi guadagna meno di 75 mila dollari l’anno.

Una partita a scacchi tra Casa Bianca e Congresso dove le fragili pedine sono le persone e le famiglie più colpite dalla gravissima crisi economica, quella provocata dalla pandemia. C’è chi fotografa così l’incredibile sfida lanciata da Donald Trump a democratici e repubblicani, bocciando quel piano di aiuti anti-Covid da 900 miliardi che già in settimana avrebbe fatto intascare un assegno da 600 dollari a milioni di americani.

Ma così non sarà, perché il presidente uscente si è finora rifiutato di firmare la legge.

Trump inizialmente aveva sostenuto l’accordo raggiunto tra democratici e repubblicani, approvato a larga maggioranza dal Congresso. Poi in un video postato su Twitter lo ha clamorosamente definito “una vergogna”, con una retromarcia che ha spiazzato il suo stesso ministro del Tesoro.

Non firmando però il presidente uscente blocca non solo i pagamenti diretti agli americani, ma anche le altre misure contenute nel provvedimento, come i milioni di dollari stanziati per la distribuzione dei vaccini o quelli per venire incontro alle realtà che più soffrono gli effetti della pandemia: piccole imprese, scuole, ospedali, compagnie aeree e società di trasporto.

Anche perché lo scenario può essere reso ancor più cupo da una nuova paralisi del governo non più capace di pagare gli stipendi dei dipendenti federali o di finanziare le varie agenzie federali. Il piano di aiuti anti-Covid con i suoi 900 miliardi fa parte infatti di una manovra di bilancio da 2.300 miliardi di dollari che deve essere firmata da Trump entro la mezzanotte di lunedì 28 dicembre. Se così non fosse un minuto dopo scatterebbe lo shutdown, col governo senza più fondi per far fronte alle spese.

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