Trump: una mini-scrivania, ma parole sempre grosse

28 Nov 2020 - Diario Americano USA 2020 di Giampiero Gramaglia

Una mini-scrivania fa sbizzarrire l’ironia sui social nei confronti di Donald Trump, che vi s’è appollaiato dietro incontrando i giornalisti nel giorno del Ringraziamento: ‘mini’ rispetto alla corporatura del magnate presidente, la scrivania sembra un banchetto scolastico oppure, come qualcuno ha sarcasticamente commentato su Twitter, il tavolino cui di solito vengono fatti sedere i più piccoli durante i pranzi in famiglia.

Spesso, l’ironia si collega alla promessa di Trump di lasciare la Casa Bianca, se il successo di Biden sarà certificato dal Collegio Elettorale. Poi, quasi pentito, il magnate ha innescato la retromarcia: impossibile ammettere la sconfitta, perché le “elezioni sono state una frode”; anzi, bisogna “ribaltare il risultato”.

Ma una corte d’appello federale di Filadelfia ha respinto l’ennesimo tentativo di bloccare la certificazione dell’esito del voto in Pennsylvania, sostenendo che la sua campagna non ha offerto alcuna prova di brogli e che le sue accuse “non hanno alcun merito”: “Le accuse di iniquità sono gravi, ma definire un’elezione ingiusta non la rende tale. Le accuse richiedono affermazioni specifiche e poi prove. Non abbiamo né le une né le altre”, ha scritto il giudice Stephanos Bibas, nominato dallo stesso Trump.

Su Twitter contesta il record di voti di Biden e rilanciato la tesi dei brogli “E’ impossibile che Biden abbia avuto 80 milioni di voti!!! Sono elezioni truccate al 100%”. Una prova? “Il discorso di Biden per il Thanksgiving ha ottenuto solo 1000 visualizzazioni online, un minimo storico. Un candidato con 80 milioni di voti otterrebbe molte più visualizzazioni online. I numeri non mentono”. E ancora: “Biden può entrare alla Casa Bianca come presidente solo se dimostra che i suoi ridicoli 80 milioni di voti non sono stati ottenuti in modo fraudolento o illegale … Biden ha un problema irrisolvibile”: cioè, non è lui a dovere dimostrare che c’è stata frode, ma Biden a dovere provare che non c’è stata.

Trump ha pure rilanciato gli attacchi ai social network come Twitter in particolare e Facebook che, a suo giudizio, “silenziano la verità” e “discriminano o bandiscono le voci dei conservatori” e diffondono pure “falsi trend”: il magnate vuole abolire le misure che tutelano l’immunità dei giganti del web per i contenuti di terzi, sostenendo che il loro comportamento “è da Paesi comunisti”.

Il presidente uscente trascorre il week-end a Camp David, con i figli e le loro famiglie: una foto li ritrae tutti insieme attorno a un falò. E’ la prima volta che Trump lascia Washington dopo il voto. Da Camp David, twitta sull’epidemia di coronavirus a sostegno del settore della ristorazione “assolutamente decimata”: “Il Congresso dovrebbe fare presto e aiutare il settore. La tempestività è fondamentale!”.

Il virus nell’Unione continua a correre e ha superato 1 13 milioni di casi: secondo la John’s Hopkins University, i contagi nell’Unione, alle 24.00 di ieri sulla East Coast, erano complessivamente oltre 13.090.000 e i decessi quasi 265.000.

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