Trump pensa agli attacchi, Biden all’economia

17 Nov 2020 - Diario Americano USA 2020 di Giampiero Gramaglia

Il presidente Donald Trump ha sondato il suo staff sull’ipotesi d’un attacco contro un sito nucleare iraniano, ma ne sarebbe stato dissuaso. Lo scrive il New York Times, mentre la Cnn informa che Trump si appresta a ordinare il ritiro di altre truppe da Afghanistan e Iraq prima del 20 gennaio, quando scadrà il suo mandato. Il Pentagono avrebbe già avvisato i comandi nei due Paesi che prevede di ridurre entro il 15 gennaio a 2.500 da 4.500 i soldati in Afghanistan e a 2.500 da 3.000 quelli in Iraq.

Le due notizie, se confermate, indicano la volontà di Trump di agire sul fronte internazionale, prima di lasciare la Casa Bianca. Intanto, il presidente eletto Joe Biden ha presentato il suo programma economic, mentre l’epidemia da coronavirus continua ad avanzare a ritmi record negli Stati Uniti.

Una riduzione delle truppe in Afghanistan e in Iraq va nel senso delle sue promesse elettorali 2016. Un attacco all’Iran – scrive il NYT – potrebbe, invece, non piacere alla base di Trump, contraria ad un coinvolgimento degli Stati Uniti in un conflitto in Medio Oriente e avvelenerebbe ulteriormente le relazioni con Teheran, rendendo più difficile per Biden rivitalizzare l’accordo sul nucleare del 2015, come s’è impegnato a fare.

Secondo il quotidiano, Trump ha chiesto giovedì scorso all vicepresidente Mike Pence, al segretario di Stato Mike Pompeo e al capo di Stato Maggiore Mark Milley se c’era “la possibilità di agire contro” un sito iraniano “nelle prossime settimane”. I suoi consiglieri gli hanno sottolineato che un’operazione del genere potrebbe sfociare rapidamente in un conflitto più ampio. Il NYT ipotizza che Trump volesse colpire il sito di Natanz, dopo un rapporto dell’Aiea, l’Agenzia internazionale per l’energia atomica, secondo cui Teheran continua ad accumulare uranio.

Le mosse in Afghanistan e in Iraq potrebbero, invece, avere un rapporto con la decisione di Trump di silurare la scorsa settimana il segretario alla Difesa Mark Esper. Il suo sostituto ‘ad interim’, Cristopher Miller, ha lanciato in queste ore un messaggio alle forze militari apparso contraddittorio, affermando che la guerra non è finita e che la lotta contro al Qaida e i gruppi terroristici va avanti, ma dicendo pure che è l’ora di riportare le truppe a casa, evitando “gli errori strategico del passato”.

“Ho servito sotto sei diverse Amministrazioni e so quanto importanti siano le transizioni: devono avvenire come il passaggio di testimone in una staffetta, mentre si continua a correre. Il virus continua a correre, non si sta fermando”. Per Fauci “c’è bisogno che i due team si parlino e si coordinino: la scienza sta andando avanti, nella direzione giusta, i vaccini stanno arrivando e dopo le primi dosi a dicembre, vogliamo implementarne il processo di distribuzione a gennaio, febbraio, marzo e così via”.

“Prima avremo la transizione prima si potrà procedere con il vaccino”, dice Biden, secondo cui più Trump e i repubblicani ostacoleranno il passaggio dei poteri “più persone continueranno a morire” causa pandemia: “Spero che Trump diventi leggermente più assennato”.

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