Trump licenzia il capo della cyber-sicurezza Krebs e sta chiuso nel fortino

18 Nov 2020 - Diario Americano USA 2020 di Giampiero Gramaglia

Non è stata una sorpresa. Anzi, ci si stupiva che non l’avesse ancora fatto. Il magnate presidente Donald Trump ha silurato il responsabile per la cyber-sicurezza Usa Chris Krebs che aveva definito le elezioni 2020 “le più sicure della storia”. “Le recenti dichiarazioni di Chris Krebs sulla sicurezza del voto 2020 sono state molto inaccurate, in quanto ci sono state frodi, come il voto di morti … Perciò Krebs è licenziato con effetto immediato da direttore della cyber-sicurezza e della sicurezza dell’infrastruttura”, twitta Trump. Che aggiunge: “L’unica cosa sicura delle elezioni 2020 è che sono state virtualmente impenetrabili alle potenze straniere. Di questo, l’Amministrazione Trump s’assume il credito. Sfortunatamente i democratici della sinistra radicale hanno avuto più successo”.

Al presidente, risponde su Twitter lo stesso Krebs, che aveva pronosticato il suo licenziamento dopo la pubblicazione del comunicato che smentiva la tesi cui il presidente affida la sua pretesa di restare alla Casa Bianca. “Onorato di servire” il Paese, scrive Krebs: “Abbiamo fatto bene, difendere l’oggi, assicurare il domani”, con l’hashtag #Protect2020.

Non solo Krebs, del resto, smentisce Trump e lo stuolo dei suoi legali, guidato da Rudy Giuliani, che, secondo voci di stampa da lui smentite, incasserebbe dal magnate una parcella da 20 mila dollari al giorno. Ieri, la Corte Suprema della Pennsylvania ha respinto un esposto della campagna di Trump, negando che gli osservatori del presidente non abbiano avuto accesso allo scrutinio. Inoltre nel Michigan i repubblicani della contea di Wayne, quella di Detroit, hanno certificato, dopo un’iniziale resistenza, i risultati elettorali.

Uno schiaffo a Trump è pure venuto dal Senato, che ha bocciato la designazione di Judy Shelton, un’economista convertita ‘trumpiana’, alla Fed – due repubblicani, Mitt Romney e Susan Collins, hanno votato contro e c’erano delle assenze causa coronavirus, mentre la vice-presidente eletta, senatrice Kamala Harris, era presente -. La Casa Bianca difende la scelta della Shelton, insistendo sul fatto che è “estremamente qualificata”, ma non è certo che il capo della maggioranza al Senato Mitch McConnell ne rimetta in voto il nome.

I ritardi nell’avvio del processo di transizione, per il rifiuto di Trump di riconoscere la sconfitta, sono stigmatizzati anche dall’ex first lady Michelle Obama, che in un post su Instagram scrive: “Questo non è un gioco”, ricordando le transizioni di cui lei e suo marito furono protagonisti, all’inizio e alla fine del loro mandato. “Fingere che lo sia – dice -, trastullarsi con teorie cospirative senza fondamento, per motivi sia personali che politici, significa mettere in pericolo salute e sicurezza del Paese”.

Ieri, Biden ha annunciato nuovi membri del suo staff alla Casa Bianca: scelte che premiano protagonisti della sua campagna. Spicca, fra molte donne, Jen O’Malley Dillon, la manager della campagna e ora la ‘numero due’ del capo di gabinetto Ron Klain. Mike Donilon, lo stratega della campagna, sarà consigliere politico. La prossima first lady Jill Biden ha invece scelto Julissa Reynoso Pantaleon, avvocato ed ex ambasciatore degli Usa in Uruguay, come capo dello staff.

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