Trump dice che se ne andrà, Biden valuta conseguenze

8 Gen 2021 - Diario Americano USA 2020 di Giampiero Gramaglia

Donald Trump ammette per la prima volta che il 20 gennaio ci sarà una nuova Amministrazione, Joe Biden è contrario a iniziative per l’impeachment o la rimozione del magnate presidente. E l’attenzione si sposta sulla transizione dei poteri, mentre l’esodo dalla Casa Bianca e dalla squadra di governo di Trump aumenta: oltre al ministro dei Trasporti Elaine Chao, se ne va quello dell’Istruzione Betsy DeVos.

Si aggrava il bilancio degli incidenti di mercoledì: la presa del Campidoglio da parte di facinorosi ha fatto cinque morti. Un agente della polizia del Congresso è ieri deceduto per le ferite riportate: Brian Sicknick “è stato ferito mentre si opponeva fisicamente ai manifestanti – recita una nota -. Tornato in caserma è crollato. Portato in ospedale è morto”. Inchieste sono in corso sull’accaduto e il capo della polizia del Congresso, Steven A. Sund, annuncia che si dimetterà il 16 gennaio, prima dell’Inauguration Day del 20 gennaio. Il suo siluramento era chiesto dalla speaker della Camera Nancy Pelosi.

In un video, Trump, rivolgendosi agli americani, si dice scandalizzato dalla violenza sul Campidoglio, lancia un appello alla riconciliazione ed afferma che suo obiettivo ora “è assicurare una transizione dei poteri tranquilla e ordinata”.

“E’ tempo di raffreddare gli animi e di ripristinare la calma – sostiene il presidente -. Bisogna tornare alla normalità dell’America”. E, rivolto ai protagonisti degli incidenti, da lui aizzati, dice: “Voi non rappresentate il nostro Paese … Chi ha infranto la legge pagherà”.

La portavoce della Casa Bianca Kayleigh McEnany ha dichiarato che Trump e il suo governo condannano le violenze al Congresso “nella maniera più ferma possibile”, definendo l’assalto “riprovevole e contrario ai valori americani”.

Il procuratore generale della capitale federale, Michael Sherwin, non esclude capi di accusa contro Trump per aver incitato l’assalto al Congresso. Per Sherwin, il Dipartimento della Giustizia valuterà l’ipotesi di reati penali contro chiunque abbia giocato un ruolo nella vicenda.

La paura d’un colpo di mano istituzionale da parte del presidente s’è stemperata quando a Washington era già giovedì mattina: il Congresso in plenaria ha proclamato Biden e Kamala Harris presidente e vice-presidente degli Stati Uniti. Come previsto, giureranno e s’insedieranno il 20 gennaio. Washington DC resterà sotto coprifuoco fino al 21.

La proclamazione è stato fatto dal vice di Trump, Mike Pence, uscito dall’ombra di magnate pensando a Usa 2024, come fanno il leader dei senatori repubblicani Mitch McConnell o l’amico del presidente, il senatore Lindsey Graham. Molte le dimissioni per protesta alla Casa Bianca. William Barr, ministro della Giustizia appena dimessosi, dice: “Trump ha tradito la sua missione”.

Alla fine, la sommossa aizzata da Trump ha solo ritardato di una dozzina d’ore l’epilogo elettorale già scritto con il loro voto dai cittadini americani il 3 novembre e passato al setaccio delle procedure istituzionali e costituzionali degli Stati Uniti. Un modo di tirare il fiato della democrazia americana è battere i record di Wall Street: è puntualmente avvenuto ieri, la finanza festeggia l’uscita di scena d’un personaggio imprevedibile.

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