Anniversari: Onu e diritti infanzia

19 Nov 2019 - Dal blog Rischi ed emergenze di CSLI Italia

La Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza compie trent’anni. Approvata il 20 novembre 1989,  sottolinea gli obblighi degli Stati e della comunità internazionale nei confronti dei più piccoli. La quasi totalità dei Paesi del mondo, eccetto gli Stati Uniti, l’ha sottoscritta. L’Italia l’ha riconosciuta nel 1991.

Secondo i dati Onu, le più comuni e gravi violazioni dei diritti dell’infanzia nel mondo sono: il reclutamento e l’uso dei bambini soldato, l’uccisione e la mutilazione, la violenza sessuale, gli attacchi a scuole e ospedali, i rapimenti e la negazione dell’accesso agli aiuti umanitari. Ad esempio, nel solo caso del conflitto in Yemen, si stima in oltre 80.000 il numero di bambini sotto i cinque anni morti per malattie e fame. Sebbene la situazione generale stia lentamente migliorando,  persistono situazioni di forte degrado e le garanzie di tutela sono a volte carenti anche nelle parti sviluppate e ricche del pianeta. In Romania, secondo stime ufficiali, in un solo anno sono stati abbandonati circa 10.000 bambini, un terzo per estrema povertà, poi per disabilità, abuso e negligenza.

Un recente studio apparso sulla rivista European Journal of Psychotraumatology  riporta che il numero di bambini coinvolti in disastri naturali è estremamente alto: circa 180 milioni ogni anno. Nel medio-lungo periodo, il fatto che tanti di loro, dopo i disastri, siano esclusi della possibilità di frequentare le scuole (spesso considerate del tutto secondarie nei piani di ricostruzione di molti Paesi), priva una parte della popolazione della possibilità di maggiore informazione e prevenzione, alimentando un circolo vizioso di marginalità e precarietà.

Bisogna ricordare che la Convenzione individua quattro principi generali e fondamentali a tutela dell’infanzia e dell’adolescenza: la non discriminazione (art.2); il superiore interesse (art.3); il diritto alla vita, alla sopravvivenza ed allo sviluppo del bambino (art. 6); l’ascolto delle opinioni del minore (art. 12). Tali principi hanno contribuito a migliorare le norme in materia di tutela dei minori ma sono a volte frenate da costumi e culture locali che rivendicano una loro primazia, specie se sostenute da tradizioni religiose prevalenti.

Antonio Virgili, Presidente nazionale Corpo italiano di San Lazzaro