Spagna: la maledizione della sinistra

23 Gen 2019 - Dal blog Vuelvo al Sur di E.M. Brandolini

La sinistra spagnola è sotto shock, da quando, lo scorso giovedì, Íñigo Errejón, cofondatore di Podemos, ha annunciato che concorrerà alle elezioni della Comunità di Madrid del prossimo maggio non più come candidato della formazione viola, ma con la piattaforma della sindaca Manuela Carmena, Más Madrid. E lo ha fatto in una lettera a firma congiunta con Carmena, facendo appello a unirsi “alle forze progressiste e a tutta la cittadinanza”, “perché bisogna aprire e sommare andando oltre le sigle”.

Una mossa del tutto inattesa dentro Podemos, a quattro mesi dalle elezioni e in piena auge dell’estrema destra. Cui Pablo Iglesias, dal suo congedo di paternità, ha risposto augurandogli buona fortuna “nella costruzione del suo nuovo partito con Manuela”. Il giorno dopo, il gruppo dirigente del partito ha reagito serrando le fila attorno al suo segretario, perché la scelta dell’ex numero due di Podemos è apparsa indifendibile quanto meno sul piano della forma.

Ora Podemos conferma che si presenterà nella Comunità madrilena assieme a Izquierda Unida con un proprio candidato in competizione con Errejón, anche se la sua individuazione non risulta facile. Errejón confida ancora nella possibilità che sulla sua candidatura confluisca tutta la sinistra non socialista e questo lunedì ha rinunciato al suo scranno di parlamentare. Il Psoe, che nella Comunità concorrerà con Ángel Gabilondo, guarda un po’ preoccupato alla grave crisi che sta investendo il suo principale alleato di governo e apre a Errejón, perché il partito socialista è la grande casa della sinistra.

Il conflitto tra Iglesias e Errejón è di lunga data è ha il suo punto di caduta nel congresso di Vistalegre 2 del 2017, quando il confronto tra i due leader fu largamente vinto da Iglesias e Errejón fu costretto a fare un passo indietro. E’ un conflitto personale, ma esprime anche la differenza strategica nella costruzione della sinistra. Podemos è nato cinque anni fa come traduzione a livello di partito delle rivendicazioni degli Indignados per rompere il bipartitismo spagnolo, conquistando una fetta importante dell’elettorato e risultando determinante nella formazione di una maggioranza alternativa al Partido Popular.

Ma ha perso pezzi nel corso della sua breve vita: dei fondatori del partito non ce n’è più nessuno alla guida oltre a Iglesias, problemi non mancano nelle diverse Comunità e, soprattutto, il suo richiamo elettorale appare in perdita di consensi. “Unità” e “umiltà” chiedeva il popolo di Vistalegre 2 ai suoi dirigenti, ma oggi Podemos è al limite di una possibile scissione interna.

Non è detto che la probabile presentazione di tre liste nella Comunità di Madrid penalizzi comunque il risultato della sinistra nel suo insieme, perché non sempre la riduzione del pluralismo è premiata dal voto. Ma è possibile che la smobilitazione dell’elettorato di sinistra faccia la differenza.