Spagna: donne contro reazione

12 Gen 2019 - Dal blog Vuelvo al Sur di E.M. Brandolini

I diritti delle donne non si negoziano, scandiscono le portavoci del Manifesto presentato l’8 gennaio e sottoscritto da 100 collettivi femministi di tutta la Spagna, chiamando alla mobilitazione contro le politiche regressive di Vox, proposte al tavolo del negoziato per la formazione di un governo di destra in Andalusia. “Come donne non consentiremo l’eliminazione dei nostri diritti, ci avrete sempre contro” assicurano e annunciano una prima manifestazione davanti al parlamento andaluso per martedì 15, il giorno prima della sua costituzione e della nascita del primo governo PP-Ciudadanos con il sostegno dell’estrema destra.

La portavoce di Unidos Podemos nel Congresso dei deputati, Irene Montero, è tornata alla politica dopo un periodo di assenza per accudire i suoi due gemelli nati sei mesi fa, affidati ora alla cura del suo compagno, Pablo Iglesias, segretario di Podemos, che le si avvicenda in permesso di paternità fino ad aprile. Il suo rientro è stato con le donne, in un’affollata assemblea a Madrid, contro le aberrazioni ideologiche dell’estrema destra che “non fa politica, fa odio”. La presidente del Congresso, la popolare Ana Pastor, in riferimento a Vox, ha ammonito tutti dal fare “un uso politico delle donne”, avendo presente che “i democratici devono proteggere le donne vittime della violenza”.

L’armamentario ideologico dell’estrema destra in Europa e nel mondo si fonda su alcune caratteristiche comuni ai diversi Paesi: l’attacco alle libertà fondamentali e ai diritti individuali e collettivi e perciò l’attacco alle conquiste e ai diritti delle donne e del movimento femminista. E’ così in Brasile dove il governo vorrebbe segregare i sessi per colore, in Polonia contro il diritto all’aborto, in Italia con la concezione di famiglia del ministro Fontana e il ddl Pillon sull’affido condiviso dei figli, in Spagna con le proposte di Vox di azzerare leggi e organismi che combattono la violenza di genere e riconoscono diritti alle persone Lgtb. In Francia, Germania e Belgio, però, dove l’estrema destra esiste minacciosa, i conservatori operano una sorta di cordone sanitario nei suoi confronti. Non così in Spagna, dove PP e Ciudadanos trattano con Vox pur di arrivare al potere.

Ma le donne non ci stanno e promettono battaglia. Innanzitutto smascherando il racconto dell’estrema destra che parla solo di violenza domestica e nega la violenza sessuale, ossia il fatto che la violenza degli uomini sulle donne venga esercitata proprio per la loro appartenenza di genere. D’altronde quasi un terzo delle donne subisce violenza fisica o sessuale nell’ambito di coppia. Dal 2008 al 2016, in Spagna, oltre 500 donne sono state assassinate dal loro partner contro 67 uomini che hanno subito sorte analoga. In questi 8 anni, su oltre un milione di denunce presentate per violenza sessuale, solo 79 sono risultate essere false. Secondo il ministero dell’Interno spagnolo, l’aggressore sessuale nei confronti di una donna sconosciuta ha un’età compresa tra i 18 e i 35 anni ed è di origine spagnola.