Sindrome ischemica acuta in emergenze

28 Mar 2019 - Dal blog Rischi ed emergenze di CSLI Italia

I più recenti dati dell’Oms ricordano che le malattie cardiovascolari e gli ictus ischemici sono, da circa 15 anni, la principale causa di morte a livello mondiale. Le alterazioni climatiche e le conseguenti iper e ipotermia – così come le condizioni di alloggio precarie di persone che hanno vissuto emergenze e catastrofi – pongono il problema di un incremento delle patologie cardio-cerebro-vascolari. Accanto alla prevenzione generale delle emergenze, un ruolo importante in campo medico è la capacità di intervenire tempestivamente e in modo appropriato, così da ridurre complicanze e decessi.

Tra le più comuni patologie da trauma c’è la Sindrome ischemica acuta. Quella da schiacciamento, comune in valanghe, crolli, terremoti, fu studiata dai medici italiani Caminiti e D’Antona, che seguirono i pazienti vittime del sisma di Reggio Calabria e Messina del 1908. La Sia è una situazione clinica che può compromettere un arto o la vita stessa della persona. Le conseguenze più frequenti del trauma, che coinvolge il circolo arterioso, sono dovute a lesione della continuità della parete arteriosa (causa di emorragia), danno parietale (lesione dell’intima o della media) e compressione estrinseca.

Le ultime due determinano una Sindrome ischemica severa da trombosi dei vasi arteriosi maggiori. I sintomi sono: dolore lancinante, paralisi motoria, pallore, assenza di pulsazioni arteriose nelle comuni sedi di localizzazione. Tale quadro clinico, se non trattato in maniera adeguata, può compromettere anche la vita della persona. Non vi è dubbio che la rapidità di intervento è fondamentale per ridurre al massimo le conseguenze a cui la persona può andare incontro. 

Per diminuire le complicanze vascolari in traumatologia è importante che si instauri una terapia adeguata in tempi rapidi, e che il trattamento sia effettuato da personale sanitario esperto, competente e allenato. Un’adeguata preparazione alle situazioni di emergenza, anche dal punto di vista delle attrezzature e logistico nel collegare le possibilità d’intervento locali con presidi di livello maggiore, assume quindi valore determinante nel ridurre i danni medici di quanti hanno subito traumi.

Prof. Dr. Angelo Matarazzo, responsabile area sanitaria del Corpo Italiano di San Lazzaro