Radon Day: prevenzione anti gas

5 Nov 2019 - Dal blog Rischi ed emergenze di CSLI Italia

Il 7 novembre è stato indicato come il “Radon Day”, giornata fissata per richiamare l’attenzione sulla presenza di questo gas radioattivo, inodore ed incolore, prodotto dal decadimento del radio, e sui suoi pericolosi effetti che, secondo i dati dell’Oms, è causa di tumore ai polmoni. Sebbene la ricorrenza abbia il sostegno dell’Istituto nazionale di fisica nucleare, richiama poco l’attenzione di cittadini, politici ed amministratori, come dimostra la lentezza con la quale si stanno recependo le direttive europee in materia.

L’acqua proveniente da pozzi può costituire un’ulteriore sorgente di radon
Il radon, che fuoriesce dal terreno disperdendosi nell’aria aperta o concentrandosi nei luoghi chiusi, si trova in ogni terreno e roccia, sia pur in quantità molto diverse in relazione alle caratteristiche specifiche del sito. In generale, il meccanismo che gli permette di penetrare negli spazi coperti è la depressione che esiste tra l’interno degli edifici ed il suolo, dovuta alla differenza di temperatura tra l’interno (più caldo) e l’esterno. Pur essendo il suolo la principale sorgente del radon, anche diversi materiali edili ricavati da rocce o terreni – ad es. quelli di origine vulcanica – sono possibili fonti. 

La seconda causa di tumore al polmone secondo l’Oms dopo la sigaretta 
In Italia l’esposizione al radon è responsabile (secondo la stima del 2013, dell’Istituto superiore di sanità)di circa 3300 casi di tumore polmonare all’anno: in termini percentuali ciò rappresenta quasi il 10% di tutti i decessi per tumore polmonare in Italia. Ad oggi, però, meno di metà delle Regioni italiane ha provveduto ad emanare leggi e regolamenti in materia, sebbene il Piano nazionale radon (Pnr) risalga al 2002. Tale realizzazione prese il via nel 2005 attraverso il progetto “Avvio del Piano nazionale radon per la riduzione del rischio di tumore polmonare in Italia” approvato dal Centro nazionale per la prevenzione ed il controllo delle malattie (Ccm).

Il gas è presente, con diverse concentrazioni, in molti Paesi europei
Con la pubblicazione della nuova direttiva europea sulla protezione dalle radiazioni ionizzanti diviene obbligatorio per tutti gli Stati dell’Ue dotarsi di un piano nazionale radon. Le norme relative ai luoghi di lavoro sono state più tempestive mentre si è in ritardo sulle abitazioni. Situazione poco giustificabile, considerato che pure il Codice europeo contro il cancro indica, al punto 9, di “Accertare di non essere esposto a concentrazioni naturalmente elevate di radon presenti in casa. Facendo in modo di ridurre i livelli elevati di radon”.

Antonio Virgili, Presidente nazionale Corpo italiano di San Lazzaro