Proibito essere contro la monarchia

4 Nov 2018 - Vuelvo al Sur di E.M. Brandolini

“Essere repubblicano oggi non è opporsi alla monarchia; è opporsi alla tirannia”: così si è espresso Manuel Valls, ex-primo ministro francese sotto la presidenza di Françoise Hollande, in una iniziativa a Barcellona di presentazione del suo libro in cui spiega perché ha deciso di candidarsi a sindaco nelle municipali di maggio, in una lista unionista che vanta il sostegno di Ciudadanos/Ciutadans. E’ l’ultimo atto di uno scontro dialettico con la sindaca Ada Colau in difesa della monarchia spagnola che, provenendo da un repubblicano, ha destato qualche perplessità.

Tutto è cominciato con l’approvazione da parte del comune di Barcellona, lo scorso 26 ottobre, di una dichiarazione istituzionale, sottoscritta da Barcelona en Comú, Partit Demòcrata Català e Esquerra Republicana de Catalunya, in cui si “rifiuta e condanna il posizionamento del re Felipe VI” di fronte al conflitto catalano e si chiede l’abolizione della monarchia. Una presa di posizione che proprio non è andata giù al repubblicano Valls, che ha perciò accusato la sindaca Colau di connivenza con gli indipendentisti.

Prima di Barcellona, era stato il parlamento catalano a votare una mozione in cui si stigmatizza il comportamento del monarca per aver giustificato la violenza della polizia spagnola sul referendum, in allusione al suo messaggio televisivo del 3 ottobre che diede il via libera alla repressione dello Stato. La mozione, presentata nella Camera catalana dai Comuns e approvata con i voti dei partiti indipendentisti, scommette anche “sull’abolizione di un’istituzione decrepita e anti-democratica come la monarchia”. In questo caso a reagire scandalizzato è stato il governo spagnolo, portando la mozione approvata di fronte al Tribunal Constitucional nonostante il parere contrario del Consiglio di Stato, per il quale si tratterebbe solo di una dichiarazione politica senza effetti giuridici. Secondo l’Esecutivo socialista, invece, la mozione costituisce un nuovo intento di riaprire un processo unilaterale per la proclamazione di una Repubblica catalana.

Il rifiuto della monarchia è uno dei temi su cui il consenso è largamente maggioritario nella società catalana. Lo si era già visto un anno fa, nella manifestazione dopo l’attentato sulla Rambla, quando il re era stato accolto con fischi per la sue relazioni economiche con la monarchia saudita. Il repubblicanesimo è l’elemento distintivo dell’indipendentismo catalano e se la distanza tra la Catalogna e la Spagna sulla monarchia non si colmerà, potrebbe diventare determinante in futuro. Forse anche per questo Izquierda Unida ha annunciato che promuoverà mozioni analoghe a quelle approvate in 1.000 municipi e che chiederà la convocazione di un referendum sulla monarchia. Paradossalmente il parlamento spagnolo ha iniziato l’iter legislativo per eliminare dal Codice Penale il delitto di ingiurie alla corona, per cui anche sono stati condannati al carcere i rapper Valtònyc e Hasél.