Pelosi accelera: XXV Emendamento subito o impeachment

11 Gen 2021 - Diario Americano USA 2020 di Giampiero Gramaglia

La Camera formulerà in giornata una richiesta perché il vice-presidente Mike Pence “dichiari Donald Trump incapace di eseguire i suoi obblighi” e invochi il XXV Emendamento. Lo dice e lo scrive, in una lettera ai deputati democratici, la speaker della Camera Nancy Pelosi: Pence avrà tempo 24 ore per rispondere, passate le quali, se non avrà risposto o avrà risposto no, la Camera procederà con l’avvio della procedura d’impeachment.

Per la Pelosi, che avrebbe l’appoggio d’una larga maggioranza dei deputati democratici, almeno 180, Trump costituisce una minaccia imminente alla Costituzione e alla democrazia statunitensi.

Non è chiaro se l’iniziativa della Pelosi sia davvero mirata a estromettere prima del termine Trump o se serva a soddisfare la sinistra democratica e a mantenere alta la pressione sulla Casa Bianca e sui repubblicani, essendo i tempi molto stretti – il mandato del magnate scade il 20 gennaio – e non essendo il Senato, che deve ‘processare’ il presidente, in sessione questa settimana.

Nella sua lettera, la Pelosi rileva l’urgenza della situazione: “Nel proteggere la nostra Costituzione e la nostra democrazia, agiremo con urgenza perché questo presidente è una minaccia imminente … Con il trascorrere dei giorni, l’orrore per l’assalto alla nostra democrazia perpetrato dal presidente si intensifica e per questo c’è bisogno di un’azione immediata”.

Secondo indiscrezioni, Pence non esclude un ricorso al XXV Emendamento ma solo se Trump divenisse più instabile. Appaiono invece altamente improbabili le dimissioni del presidente: fonti della Casa Bianca ribadiscono che Trump non ha nessuna intenzione di fare un passo indietro, , ritenendo di non avere fatto nulla di male, nonostante le pressioni venute anche da alcuni esponenti del partito repubblicano.

“Mi piace il XXV Emendamento perché ci consente di sbarazzarci di Trump”, dice secca la Pelosi, in un’intervista a ’60 Minutes’. Ma anche l’impeachment, che sarebbe basato su un solo capo d’accusa, istigazione all’insurrezione, sta incassando un notevole sostegno: escluderebbe il magnate da eventuali futuri incarichi pubblici, facendo così evaporare il sogno di Trump del 2024.

La Camera potrebbe votare la messa in stato d’accusa già domani o mercoledì. Non è però chiaro quello che succederà dopo. Una delle ipotesi è la trasmissione al Senato del procedimento non subito, ma passati i primi 100 giorni della presidenza Biden, così da consentire al nuovo presidente, che non vede con favore un inasprimento delle tensioni fra democratici e repubblicani, d’incassare il via libera alle sue nomine e di affrontare le priorità della sua agenda, pandemia ed economia.

Gli ultimi dieci giorni della presidenza Trump potrebbero essere di fuoco: nuove manifestazioni sono attese a Washington domenica 17 e il giorno dell’insediamento di Biden, mercoledì 20. Avverte la Pelosi: “La minaccia di gruppi estremisti violenti resta alta”. E il sindaco di Washington Muriel Bowser chiede di rafforzare i dispositivi di sicurezza, dopo che s’è conclusa l’installazione d’una barriera tutto intorno al Congresso.

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