Oggi ballottaggi in Georgia, domani il voto al Congresso

5 Gen 2021 - Diario Americano USA 2020 di Giampiero Gramaglia

La Georgia oggi, il Congresso domani: sono le ultime tappe di un processo elettorale cominciato nell’Election Day il 3 novembre e che ha visto, nelle presidenziali, la vittoria di Joe Biden (mai riconosciuta da Donald Trump). Ieri, Biden e Trump erano entrambi in Georgia, per i ballottaggi che devono oggi decidere se il Senato sarà controllato dai democratici o dai repubblicani. Intanto, cresce a Washington cresce la tensione per gli appuntamenti politici e le manifestazioni pro-Trump di domani.

Biden ha fatto un comizio drive-in ad Atlanta, indossando sul palco una mascherina con la scritta ‘Vote’: “E’ un nuovo anno – ha detto -, è un nuovo giorno per Atlanta e per gli Stati Uniti. Abbiamo bisogno del vostro voto: il potere è nelle vostre mani. La posta in gioco è alta. L’intero Paese guarda alla Georgia”. I democratici devono vincere entrambi i seggi per assicurarsi il controllo del Senato.

Trump, senza mascherina, ha parlato a Dalton a una folla: i ballottaggi della Georgia – ha detto – sono “l’ultimo modo per difendere e salvare l’America che amiamo, l’ultima linea di difesa”. Se vinceranno i democratici, trasformeranno l’Unione: “Apriranno agli immigrati …, vi strapperanno la copertura sanitaria … Non ci saranno più elezioni giuste … Spariranno la libertà religiosa, come pure il Secondo Emendamento – quello che garantisce il diritto alle armi, ndr – e la polizia … potrebbero fare danni permanenti e irreparabili …”.

Biden dice: “E’ il momento d’iniziare a ricompensare il lavoro e non la ricchezza”. Si riferisce così ai due candidati repubblicani in corsa per il Senato: Kelly Loeffler è la più ricca fra i senatori Usa, David Purdue è un multimilionario, entrambi descritti come “i Bonnie and Clyde della corruzione”. Invece i candidati democratici sono Jon Ossoff, un reporter di 33 anni, e l’erede di Martin Luther King, il reverendo battista Raphael Warnock, 51 anni.

Senza fare cenno alla telefonata di Trump con i responsabili della Georgia perché “trovino i voti” per capovolgere il risultato delle presidenziali, Biden ironizza: “Abbiamo già vinto tre volte qui e abbiamo un’altra volta bisogno di voi”, contando la sua vittoria in novembre e i due successivi riconteggi fatati.

“La posta in gioco non potrebbe essere più alta” in questi ballottaggi, dice Trump, facendo l’elogio della Loeffler e di Purdue. E la Loeffler lo ricambia affermando che, se oggi sarà eletta, domani voterà contro la certificazione da parte del Senato del risultato elettorale presidenziale.

Da Goldman Sachs a BlackRock, da Hearst a Deutsche Bank, 200 manager di grandi aziende Usa hanno scritto una lettera aperta al Congresso perché certifichi senza esitazioni la vittoria di Biden. Tentativi di “sventare o ritardare questo processo – avvertono – rischiano di scuotere le fondamenta della nostra democrazia”. “Le elezioni presidenziali sono state decise ed è ora di andare avanti”, si legge nella lettera riportata dal Washington Post.

Due deputati democratici, Ted Lieu e Kathleen Rice, hanno scritto una lettera al capo dell’Fbi Christopher Wray chiedendogli di indagare sulla telefonata di Trump al segretario di Stato della Georgia Brad Raffensperger, per sollecitarlo a “trovare” abbastanza voti per ribaltare la vittoria di Biden nello Stato.

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