Nuova (com)missione europea

20 Set 2019 - Finestra sull'Europa di Studenti FiSE

È tempo di nomine per Ursula von der Leyen – presidente eletto della Commissione europea – che lo scorso 10 settembre ha presentato la lista dei membri del prossimo esecutivo comunitario e delle loro attribuzioni.

Nelle prossime settimane ogni commissario sarà chiamato a tenere un’audizione di fronte alle commissioni competenti del Parlamento europeo prima della conferma definitiva nella sessione plenaria dal 21 al 24 ottobre. Se tutto  filerà liscio, la nuova Commissione europea entrerà in funzione il 1 novembre.

commissione europea von der leyenLe sfide del prossimo quinquennio, in primis il futuro di un’Europa post Brexit, hanno convinto la neo presidente a formare un esecutivo di conoscitori delle istituzioni comunitarie, personalità di spicco che conoscono a fondo i meccanismi politici dell’Ue e sopratutto sono in grado di districarsi nella complicata burocrazia europea.

A questo identikit corrispondono i profili di Franz Timmermans (S&D), Margrethe Vestager (Alde) e Valdis Dombrovskis (Ppe), i tre vicepresidenti esecutivi che formano il ‘Triumvirato’ a sostegno della leader von der Leyen. Ognuno si occuperà di uno dei temi principali in agenda, rispettivamente; transizione ecologica (Green Deal europeo), digitalizzazione dell’Unione e nuova politica economica.

I cinque vice-presidenti che completano il collegio sono anch’essi volti noti della politica europea, come Maros Sefcovic alle Relazioni interistituzionali (già vice-presidente nella commissione Juncker) o Margaritis Schinas alla sicurezza con delega all’immigrazione (ex parlamentare europeo con una lunga carriera a Bruxelles e un ruolo come portavoce nella precedente Commissione).

Nella lista dei commissari con portafogli di spicco ci sono pure Sylvie Goulard (mercato interno e difesa), Phil Hogan (commercio), Elisa Ferreira (coesione e riforme) e l’italiano Paolo Gentiloni (economia).

L’intento del nuovo esecutivo è chiaro: riporre il futuro dell’Europa nelle mani di coloro che, oggi come oggi, sono considerati gli uomini migliori. La Commissione Von Der Leyen è il ‘dream team’ che dovrà gestire il nuovo corso di un’Unione europea indebolita dagli attacchi dei sovranisti che ne minano dall’interno la stabilità, requisito essenziale per continuare a essere un interlocutore credibile nello scenario mondiale, capace di dialogare alla pari con potenze come Cina, Stati Uniti e Russia.

La ricerca della stabilità vede come tappa obbligata la revisione del trattato di Dublino II in materia di immigrazione e diritto d’asilo, che la stessa von der Leyen ha recentemente definito ”una responsabilità che non può dipendere esclusivamente dalla posizione geografica”.

Ecco, dunque, la nuova missione europea: risollevare un’Unione frastornata dai problemi interni e intraprendere la strada delle riforme per proiettarla, attraverso questo nuovo progetto politico, nel futuro.

Adriano Maggi