McConnell riconosce Biden presidente eletto

16 Dic 2020 - Diario Americano USA 2020 di Giampiero Gramaglia

L'”era Biden” comincerà il 20 gennaio 2021, con il giuramento e l’insediamento del 46° presidente alla Casa Bianca. Ma l’ ‘era Trump’ ha già cominciato a sgretolarsi, dopo che i Grandi Elettori hanno ufficializzato la sconfitta del magnate. Il leader dei senatori repubblicani Mitch McConnell ha ieri riconosciuto per la prima volta che gli Stati Uniti hanno un nuovo presidente eletto, congratulandosi con Joe Biden.

McConnell, che era stato fortemente criticato per non aver ancora riconosciuto la vittoria di Biden, ha reso omaggio a Trump: “merita il nostro ringraziamento”, perché “la lista dei risultati raggiunti dal 2016 è quasi infinita”. Ma, secondo il New York Times, ha già chiesto ai senatori repubblicani di porre fine ai tentativi di ribaltare l’esito delle presidenziali, non avallando un ultimo escamotage quando il Congresso si riunirà il 6 gennaio per contare i voti del Collegio elettorale, 306 per Biden e 232 per Trump.

Il passo di McConnell ha suscitato reazioni opposte, da parte di Biden e di Trump. Biden l’ha chiamato per ringraziarlo e ha avuto con lui una “buona conversazione” – dicono fonti dello staff del presidente eletto -: i due, nonostante le divisioni politiche, sono legati da una vecchia e franca amicizia consolidata nei tanti anni – una trentina – trascorsi insieme al Senato. Trump ha invece twittato per l’ennesima volta: “Incredibili prove stanno emergendo sulla frode elettorale. Non ce n’è mai stata una così nel nostro Paese!”.

Altri segnali inequivocabili che la partita dell’Election Day, protrattasi per sei settimane, è finita sono state le congratulazioni a Biden arrivate dai leader più refrattari a riconoscerne la vittoria, o perché ligi alla forma – il messicano Lopez Obrador – o perché legati a Trump – il brasiliano Bolsonaro – o perché un po’ l’uno e un po’ l’altro – il russo Putin -.

E la giustizia ordinaria accelera le sue inchieste sugli affari del magnate, che intrecciava pubblico e privato: la magistratura di New York impone alla Trump Organization la consegna dei documenti d’una proprietà sui cui sgravi fiscali s’indaga. L’ordine può creare un precedente per tutte le altre richieste di documenti finora inevase, nell’intreccio di inchieste sui redditi dei Trump.

Biden, intanto, continua a riempire le caselle della sua squadra, cui manca, di pezzi grossi, soltanto il segretario alla Giustizia. Il presidente eletto ha scelto l’ex sindaco di South Bend, Indiana, ed ex aspirante alla nomination democratica alla Casa Bianca Pete Buttigieg come ministro dei Trasporti e l’ex governatrice ed ex procuratrice generale del Michigan Jennifer Granholm, 61 anni, come ministro dell’Energia.

Gina McCarthy, ex numero uno dell’Epa, l’Agenzia federale per la protezione dell’ambiente, sarà consigliere della Casa Bianca per la lotta ai cambiamenti climatici. La McCarthy dovrà coordinare le politiche interne mirate a conseguire uno dei principali impegni del ‘programma Biden’: avviare gli Usa al traguardo di emissioni di carbonio zero prima del 2050. La McCarthy sarà una sorta d’alter ego interno di John Kerry, impegnato a promuovere sul fronte internazionale obiettivi ambientali ambiziosi.

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