Gibilterra, porta d’Europa

16 Lug 2019 - Dal blog Le Acque Sottovalutate di AMIStaDeS

Lo stretto di Gibilterra, porta d’accesso al Mediterraneo dall’Atlantico, rappresenta un punto di snodo cruciale per gli scambi internazionali. La ‘roccia’, inglese dal 1713, usufruisce infatti di un regime doganale particolare ed è un importante centro di commerci internazionali. Non a caso, costituisce anche un punto di disaccordo tra Londra e Madrid, nel negoziato sulla Brexit. Inoltre, è anche uno dei luoghi dove il continente africano è più vicino al territorio europeo.

Gibilterra rappresenta un punto di accesso privilegiato all’Europa, specialmente dal Marocco, dato il ridotto tratto di mare che consente un viaggio abbastanza breve per chi cerca un futuro migliore. A febbraio 2019 le autorità spagnole, per ridurre gli arrivi irregolari, hanno raggiunto un accordo con la controparte marocchina, con lo scopo di incentivare la partecipazione delle navi proprie ai salvataggi in mare, con la possibilità di ricondurre i migranti nel più vicino porto marocchino, qualora questo sia il territorio più vicino rispetto ai porti della Spagna. Non è  da escludere che questa mossa abbia avuto anche una ricaduta sui risultati delle elezioni europee, ove è noto che la questione migratoria ha avuto un peso rilevante.

Da tempo a Gibilterra il desiderio di rimanere nell’Unione è forte. Usufruendo ampiamente dei benefici del mercato unico, l’avamposto britannico su territorio spagnolo, ha sempre mostrato tendenze europeiste, votando anche a favore del remain nel referendum sulla Brexit. Queste preferenze sono state confermate nelle ultime elezioni del Parlamento europeo che hanno visto una vittoria schiacciante dei liberal-democratici. I candidati hanno ricevuto ben il 77,4% delle preferenze espresse, con un incremento del 10% rispetto ai voti ottenuti nelle precedenti elezioni del 2014. Gibilterra è un’area certamente sensibile, crocevia di commerci in un punto strategico delle rotte.

Nonostante le basse percentuali di affluenza alle urne, Gibilterra mostra quindi di volere un futuro essenzialmente europeista. Segno che i benefici che per ‘la roccia inglese’ derivano dalla permanenza nell’Unione europea sono tangibili e duraturi.

 

Claudia Candelmo, segretario generale di AMIStaDeS – Fai amicizia con il sapere