Sfida unitaria europeista a Kaczynski

24 Mag 2019 - Dal blog Peanuts di Gabriele Rosana

Un’alleanza arcobaleno per sfidare l’oscurantismo anti-europeista del PiS al governo. La Polonia non s’è trasformata di colpo in un paradiso Lgbt – tutt’altro -, ma, mettendo da parte le divisioni ha ingoiato il rospo della concordia fra i partiti e presentato un unico listone pro-Ue (quasi di ispirazione “calendiana”) che possa essere avere la massa critica per contendere il primo posto nelle urne delle elezioni europee alla formazione di Jaroslaw Kaczynski – il potentissimo gemello superstite che guida il PiS (“Diritto e Giustizia”) e fa il bello e il cattivo tempo nel Paese -.

Coalizione per l’Europa è tutta un programma. Quello elettorale, di contro, non va molto oltre la dichiarazione di partenza.

I popolari della Piattaforma civica (il partito di centrodestra dell’ex premier Donald Tusk, oggi presidente del Consiglio europeo che concluderà in autunno il proprio mandato) hanno stretto un patto con i rappresentanti polacchi delle principali famiglie europee filo-Ue per replicare già nelle urne di domenica 26 maggio la tradizionale maggioranza di larghe intese che governa a Bruxelles e Strasburgo. E che, con ottime probabilità, si confermerà alla cabina di regia del nuovo Parlamento nonostante la marea sovranista che piomberà sulle urne.

Candidati della Piattaforma civica (Ppe) corrono quindi in lista fianco a fianco con i colleghi riformisti di Nowoczesna (Alde), socialdemocratici dell’Sld (S&D) e Verdi e partito popolare polacco (di ispirazione agraria).

Dieci i punti programmatici concordati dal listone – dai giovani alla sicurezza, da un’energia accessibile alla sicurezza comune -, che ha dato il via alla propria campagna elettorale a Danzica, nella città simbolo del cuore battente europeo della Polonia. Non solo la città di Solidarnosc, ma anche di Pawel Adamowicz, il sindaco europeista vittima di un attentato.

Prima beneficiaria dei fondi strutturali e di coesione, ma costantemente sul banco degli imputati per i suoi toni nazionalisti e per un’agenda dalle venature illiberali che colpisce al cuore la salute dello stato di diritto nel Paese, la Polonia si trova a un bivio esistenziale e dovrà decidere che futuro vorrà per il Paese e con che voce vorrà essere rappresentata nelle istituzioni comuni.

Le ultime proiezioni del Parlamento europeo vedono il PiS in testa con 23 seggi, un risultato che ne farebbe il primo partito nella famiglia dei Conservatori e riformisti (Ecr) e probabile guida della stessa, al netto delle sirene sovraniste che potrebbero richiamare anche i polacchi nell’Alleanza che la Lega di Salvini sogna di sovrintendere nel nuovo emiciclo. La Coalizione per l’Europa è poco dietro, accreditata di 21 eletti da ripartire fra le varie anime, ognuna delle quali andrà fra i banchi della famiglia europea di riferimento.

Il voto di domenica sarà la prova generale in vista delle elezioni legislative del prossimo autunno. Resta da vedere se l’asse anti-Kaczynski riproporrà il fronte comune anche in salsa nazionale.