La salute riproduttiva nelle crisi umanitarie ed ambientali

21 Giu 2019 - Dal blog Rischi ed emergenze di CSLI Italia

Un aspetto particolarmente grave di molte crisi umanitarie ed ambientali, ma meno noto nella sua reale entità, in particolare nei Paesi in via di sviluppo, è quello della salute sessuale e riproduttiva. Sia l’OmsOrganizzazione mondiale della sanità –  che altre agenzie specializzate, hanno richiamato l’attenzione sulle forti criticità connesse alla sessualità a causa dell’ampia diffusione di forme di violenza che colpiscono adolescenti, bambine/i e donne.

Dalla minaccia di Boko Haram alle mutilazioni genitali femminili 

Sebbene i recenti eventi nel Sud Sudan abbiano avuto una certa attenzione nei mass media, ogni anno migliaia di ragazze sono bersaglio di violenza in numerose altre aree. Si ricorderà del gruppo terroristico jihadista nigeriano “Boko Haram” che, nel 2014, rapì 276 ragazze, oltre duecento delle quali sono ancora oggi prigioniere. A tali forme di aggressione sessuale si sommano quelle spesso connesse alla situazione dei bambini/e soldato. Le mutilazioni genitali femminili (l’Oms stima che ogni anno circa 3 milioni di donne la subiscano), diffusa prevalentemente nel continente africano, aggrava ulteriormente lo stato della salute sessuale e riproduttiva. I flussi migratori hanno introdotto il problema della pratica anche in Europa, dove alcune comunità e famiglie immigrate rivendicano il diritto a conservare tale uso. Ciò ha indotto ad emanare specifici provvedimenti legislativi preventivi e sanzionatori per quanti le praticano (in Italia la Legge 9 gennaio 2006 n.7). Infine, la tratta di bambine e ragazze da destinare alla prostituzione, porta a cifre ancora maggiori il numero totale di donne la cui salute sessuale e riproduttiva risulta critica.

Le conseguenze sulla salute

Gli effetti di tali situazioni si diffondono in modo quasi epidemico per diversi motivi.

  1. La giovane età delle persone colpite, tale da determinare danni fisici, psichici e sociali di lungo periodo
  2. L’accresciuta diffusione di infezioni sessualmente trasmissibili, HIV ed epatite, con effetti diretti personali ed indiretti sui nascituri.
  3. Gli ulteriori rischi per gravidanze, parti, aborti, patologie riproduttive, in contesti critici carenti dal punto di vista sanitario.
  4. La fragilità psico-fisica, economica e soprattutto sociale di quella parte delle nuove generazioni colpita da tali eventi

Se è purtroppo noto che dopo le catastrofi aumentano i casi di violenza sessuale, non meno allarmante è il contesto sociale più generale di alcune aree dove le emergenze belliche ed ambientali si sommano a feroci persistenze di tipo etnico, religioso e culturale.

Antonio Virgili, presidente nazionale del Corpo italiano di San Lazzaro