La Nato e la risposta alle emergenze

25 Feb 2019 - Dal blog Rischi ed emergenze di CSLI Italia

La Nato è conosciuta da tutti come l’alleanza difensiva che ha permesso ai paesi dell’Europa occidentale e del nord America di contrastare l’Unione Sovietica nel corso della seconda metà del ‘900. Tuttavia, l’Alleanza Atlantica non è solamente uno strumento militare: nel corso della sua storia si è evoluta in qualcosa di più complesso, toccando ambiti come la diplomazia, la scienza e la protezione civile. In quest’ultimo settore, l’Organizzazione ha istituito l’Euro-Atlantic Disaster Response Coordination Centre.

Costituito nel 1998 da una decisione dell’Euro-Atlantic Partnership Council su proposta della Russia, il centro rappresenta il principale meccanismo di riposta della Nato alle emergenze dell’area euro-atlantica. Attivo tutto l’anno, l’EADRCC vede la partecipazione di tutti i 29 attuali membri dell’Alleanza e dei partner e lavora a stretto contatto con l’Ufficio delle Nazioni Unite per gli affari umanitari, fondamentale nel coordinamento delle operazioni per i disastri internazionali, l’European Commission’s Emergency Response Coordination Centre e l’International Atomic Energy Agency.

Inizialmente, il centro è stato ampiamente coinvolto nel coordinamento dell’assistenza umanitaria nei paesi dell’EAPC che hanno accolto rifugiati durante il periodo della guerra in Kosovo. Nel corso degli anni il meccanismo è stato poi utilizzato principalmente dai pesi membri colpiti da disastri naturali ma anche per contrastare gli effetti di incidenti di natura biologica, radiologica e nucleare, nonché in casi di attacchi terroristici.

L’EADRCC partecipa inoltre dal 2004 alla missione NATO in Afghanistan e dal 2007 in tutti gli interventi militari dell’Alleanza Atlantica. Sin dal 2000, ha svolto esercitazioni congiunte in tutti paesi membri e nei territori dei partner. L’ultima esercitazione, intitolata “Srbja 2018”, si è svolta lo scorso ottobre a Mladenovac e ha visto il coinvolgimento di oltre 2 mila unità provenienti da 40 paesi. Lo scenario (un terremoto nel paese balcanico), ha dato l’opportunità a team di specialisti di lavorare insieme e migliorare le proprie capacità di intervento in un’operazione internazionale. Hanno partecipato infatti, gruppi di ricerca e soccorso, team di emergenza medica e squadre di rilevamento e decontaminazione.

Il centro ha infine preso parte a numerose operazioni negli ultimi anni: nel dicembre 2017 è intervenuto in Albania dopo che pesanti piogge hanno colpito le aree centrali e meridionali del paese, causando inondazioni e alluvioni; nel luglio 2018 ha invece partecipato alle operazioni di contenimento degli incendi in Lettonia e sopratutto in Svezia, con il paese scandinavo colpito da più di 40 incendi attivi, di cui i 3 più larghi che coprivano un’area di oltre 20 mila ettari.

Francesco Generoso, Corpo Italiano di San Lazzaro