Josep Borrell al Parlamento europeo

14 Ott 2019 - Sanzioni Internazionali di Studio Padovan

Josep Borrell, candidato alla posizione di Alto rappresentante dell’Unione per la politica estera e di sicurezza, ha dichiarato, nell’audizione al Parlamento europeo del 7 ottobre, che “l’Unione deve imparare il linguaggio del potere” e lo deve fare andando oltre l’individuazione di un “minimo comune denominatore”, sviluppando una “visione comune del mondo”.

In un ordine globale in cui il diritto e le istanze internazionali sono sempre più confinate dalle dinamiche di potere, il successore di Federica Mogherini mira a superare le difficoltà dell’Ue nell’adozione di strategie comuni, sfruttando gli elementi di forza dell’Unione per emergere come protagonista sulla scena internazionale; in particolare, sfruttando la leva delle politiche comuni in materia di commercio internazionale. Borrell sottolinea la necessità di riformare la procedura decisionale, passando dall’unanimità alla maggioranza qualificata dove previsto dai trattati, ad esempio nell’ambito delle sanzioni internazionali (cfr. art. 215 TFUE)

Banco di prova per l’Alto rappresentante sono le relazioni con la Federazione Russa, verso la quale, a partire dal 2014, l’Unione europea ha adottato una fitta rete di restrizioni commerciali e finanziarie, a seguito delle azioni poste in essere contro l’integrità territoriale dell’Ucraina. Queste restrizioni – contenute nei regolamenti (UE) n. 833/2014, n. 692/2014 e (UE) n. 269/2014 – comprendono (i) divieti o limitazioni all’export di prodotti verso il territorio russo (o per uso in Russia) e verso la Crimea o Sebastopoli e il divieto dell’import di beni dalla Crimea o da Sebastopoli (ii) divieti di messa a disposizione di fondi e risorse economiche a determinati individui o entità (iii) limitazioni/divieti all’effettuazione di transazioni finanziarie o (iv) limitazioni al compimento di operazioni in specifici settori industriali.

Borrell s’è più volte riferito alla questione Russia: vuole adottare una politica di continuità rispetto a quella della Mogherini, cercare di stabilire con Mosca collaborazione sui dossier dove ci sono obiettivi comuni, come l’Iran. Resta però ferma la determinazione a mantenere le sanzioni finché “la Russia non cambierà atteggiamento sulla Crimea e sulle violazioni dell’integrità territoriale”.

È opportuno che l’attenzione degli operatori italiani impegnati in attività con controparti russe resti alta. È necessario che si continuino a effettuare adeguati controlli onde evitare violazioni della normativa sanzionatoria europea (e di quella extraterritoriale Usa). In particolare, dovranno essere fatte accurate indagini sulle controparti commerciali, sulla loro struttura proprietaria e di controllo e sui prodotti diretti verso la Russia.

Giuseppe Di Luccia

L’Export Control Team dello Studio legale Padovan, esperto in materia di sanzioni internazionali e controllo dell’export, cura questo Osservatorio, che segue gli effetti delle politiche restrittive sul commercio internazionale, concentrandosi sulle novità rilevanti per gli operatori economici italiani (ed europei), riguardanti le normative italiana, Onu, Ue e Usa.