L’elisir dell’alfabetizzazione digitale

24 Apr 2018 - Dal blog Finestra sull'Europa di Studenti FiSE

Nel gennaio 2018, l’Ue ha formato un team di esperti composto da ricercatori, giornalisti, pubblicitari e operatori sociali: obiettivo, cercare una soluzione alla continua propagazione e proliferazione di fake news e articoli disinformativi. Il team si è concentrato su diverse aree di intervento ritenute critiche: lo strumento principale per contrastare la crescente ‘mala informazione‘ è costituito da azioni volte a migliorare la trasparenza dell’ecosistema mediale: maggiore sensibilizzazione e migliore formazione per responsabilizzare l’utente medio, pur salvaguardando la pluralità del sistema mediale e garantendo dunque, un ‘pluralismo informativo’.

Dal team viene fuori una mappa che, partendo dalla trasparenza e tramite la cooperazione fra gli esperti su una piattaforma comune, arriva a una formazione digitale qualitativa e quantitativa basata sull’analisi dei “dati certi”. L’idea di fondo prevede la possibilità da parte dei media di fornire le informazioni necessarie per risalire a chi c’è dietro una fake news. L’intenzione è di formulare degli indicatori di trasparenza sviluppati su codici di condotta professionali.

Attraverso l’algoritmo: si ha l’intenzione di incrementare notevolmente il lavoro dei ‘fact-checker’ in tutti i Paesi dell’Unione, creando piattaforme indipendenti condivise da tutti con una tracciabilità certa e una altrettanto certa trasparenza delle fonti d’ informazione. Per fare questo, sarà indispensabile creare uffici di contatto e coordinamento che permettano ai media di ottenere “informazioni verificate” per arrivare alla verità fattuale. La creazione di queste piattaforme può apparire una forma di esercizio di monopolio dell’ informazione; ma, in realtà, l’Ue vuole costruire un mercato dell’ informazione  libero per contrastare situazioni di tipo monopolistico.

Inoltre, si parla della possibilità di un “track record” che permetta di tracciare e ritirare tutto il materiale errato o non verificato diffuso sul web.

Tutto passa per l’alfabetizzazione digitale: una delle declinazioni del progetto prevede la migliore formazione del personale addetto ai lavori. Una buona formazione professionale dei giornalisti per renderli capaci di verificare l’ informazione in un panorama così ampio e difforme; una maggiore formazione digitale di insegnanti per renderli capaci di sviluppare il pensiero critico digitale ai propri alunni. La formazione, che dipende dai singoli Stati Ue, avverrà con strumentazione di tipo open source. Questa ‘rivoluzione digitale’ dovrebbe coincidere con le elezioni europee 2019, ma il condizionale resta d’obbligo.

Nicolò Vito Gallello