Giudice in-naturale x processo politico

21 Dic 2018 - Dal blog Vuelvo al Sur di E.M. Brandolini

Tra i diritti umani fondamentali riconosciuti dalla normativa europea a “ogni persona” c’è quello relativo al giudice “costituito per legge, il quale sia chiamato a pronunciarsi sulle controversie sui suoi diritti e doveri di carattere civile o sulla fondatezza di ogni accusa penale formulata nei suoi confronti” (Cedu, art. 6, par. 1). Si tratta di un principio fondamentale delle democrazie liberali per sottrarre la designazione del giudice a qualsiasi arbitrarietà, raccolto nella Costituzione spagnola all’art. 24, comma 2: “tutti hanno diritto al giudice ordinario predeterminato per legge”. Attorno a questo diritto si è incentrata l’udienza preliminare del processo nella macro-causa contro l’indipendentismo catalano, celebrata questo martedì a Madrid, presso la Sala Penale del Tribunal Supremo (TS).

Il tribunale di sette giudici presieduto dal magistrato Manuel Marchena, designato per esprimere il verdetto sulla macro-causa in cui sono imputati 18 uomini e donne, leader del procés, si è riunito alla presenza di difesa e accusa. Assenti gli imputati, nove dei quali sono in carcere da molti mesi, alcuni da oltre un anno, accusati di ribellione e per i quali la Procura Generale ha chiesto pene altissime tra i 25 e i 16 anni di reclusione. E il dibattimento, in cui la difesa ha contestato  la competenza del TS in materia, ha rappresentato un anticipo di quello che sarà il processo giudiziario nei prossimi mesi.

Difesa e accusa hanno confermato rispettivamente strategia e impianto accusatorio, denunciando l’una la qualità politica del giudizio che si basa su delitti inesistenti, riaffermando l’altra il teorema della violenza che sostanzia l’imputazione di ribellione. La richiesta della difesa di riconsiderare la competenza del giudice riconducendola al Tribunal Superior de Justicia de Catalunya, perché i fatti oggetto del giudizio sono accaduti in Catalogna, riposa sul libero esercizio di alcuni diritti fondamentali. Non solo quello al giudice naturale, ma anche il diritto al ricorso in appello, che nell’ordinamento spagnolo risiede nel TS, e quello ad esprimersi nella propria lingua, il catalano, che sarebbero conculcati nel caso si mantenesse il TS come sede del processo. Ma Procura e Avvocatura generali ribadiscono che il delitto imputato si riferisce a un grave attentato all’interesse generale che travalica i confini catalani.

Dicono gli esperti che la questione della competenza del giudice sarà il primo elemento contestato dal tribunale di Strasburgo, quando la macro-causa arriverà in Europa dopo aver esaurito tutto l’iter giudiziario in Spagna, se la sentenza sarà di colpevolezza. In molti riconoscono anche che il TS è il tribunale più politicizzato della giustizia spagnola. Il Partido Popular e Ciudadanos continuano a reclamare una nuova applicazione del 155 in Catalogna, senza data di scadenza. Vox, la nuova antica estrema destra spagnola, rappresenta l’accusa popolare nel processo alla leadership indipendentista. Questo 21 dicembre è il primo anniversario delle elezioni catalane convocate da Mariano Rajoy e vinte dall’indipendentismo.