Migranti dalla Germania: fact checking

22 Ott 2018 - Dal blog Finestra sull'Europa di Studenti FiSE

 

Il ministro dell’Interno Matteo Salvini, con le Ong quasi tutte fuori gioco e con un calo costante degli arrivi via mare, è tornato a occuparsi di migranti che arrivano in Italia, ma questa volta dalla Germania e via aria. Nei giorni scorsi è circolata la notizia di voli charter tedeschi pronti a riportare nel nostro Paese migranti che avevano fatto richiesta di protezione in Italia e avevano poi varcato il confine. Salvini ha subito fatto sapere che gli aeroporti italiani non accetteranno uno solo di questi migranti rimpatriati con “voli non autorizzati”. Dopo i porti, gli aeroporti devono essere apparsi a Salvini come la naturale conseguenza della politica di chiusura allo straniero.

Ma andiamo con ordine. Gli immigrati che sbarcano in Italia sono obbligati a chiedere asilo nel Paese di primo approdo a causa del trattato di Dublino, ma una volta che la loro domanda è al vaglio e ottengono lo status provvisorio di richiedenti asilo non possono essere trattenuti contro la loro volontà. Molti allora cercano di raggiungere altri Paesi per ricongiungersi con familiari o conoscenti.

Questi spostamenti sono chiamati movimenti secondari e sono da tempo sul tavolo delle trattative nell’Unione: interessano Germania, Francia e Italia in particolare. Visto poi che i giornali nostrani non sono mai parchi di brutti neologismi, le persone riaccompagnate nel Paese dove si decide la loro protezione sono stati chiamati “dublinati”.

Non è però vero che i voli non siano autorizzati. Alla Germania non serve nessun altro trattato specifico per queste riammissioni, perché sono già regolate proprio dal trattato di Dublino. I rimpatri sono effettuati già da mesi sia con voli di linea che charter e riguardano comunque numeri esigui. Sulle 10.748 espulsioni richieste dalla Germania verso l’Italia nel 2018 ne sono state portate a termine solo 1.692.

Viene da pensare che prima di fare dichiarazioni come questa sia necessario conoscere i trattati internazionali in materia, così come la politica del proprio ministero. Inoltre per avere accordi più vantaggiosi bisognerebbe discuterli. L’Ue discute da mesi della riforma di Dublino, trattato sgradito all’Italia, ma risulta che la Lega non abbia partecipato a nessuna delle riunioni in commissione e quando la proposta di revisione è stata bocciata il governo italiano l’ha definita una vittoria.

Se tre indizi non fanno sempre una prova, delineano almeno i contorni di una strategia politica. Che Salvini sapesse o non sapesse dei voli autorizzati e di Dublino non è importante. Dire che si chiuderanno gli aeroporti e non si farà entrare nessun altro migrante è una presa di posizione netta, autoritaria e intransigente: quello che la sua base vuole. Poco importa se nella sostanza non si stia lavorando a nessuna vera politica migratoria, ma solo dando voce ai megafoni della propaganda.

Tommaso Meo