Europee: campagna su social network

11 Lug 2019 - Dal blog Finestra sull'Europa di Studenti FiSE

I social network sono stati, nelle ultime elezioni europee, il principale osservatorio per lo studio delle campagne elettorali. Il circolo delle dichiarazioni ufficiali e delle prese di posizione politiche passa ormai dai tweet/post dei leader e le reazioni alle notizie ‘dal basso’ alimentano le discussioni tra gli elettori chiamati alle urne. Quale il ruolo di (dis)intermediazione del dibattito pubblico sulle piattaforme digitali? In riferimento al solo contesto italiano, il Digital News Report 2019 del Reuters Institute denuncia una scarsa fiducia circa le notizie che circolano sui social network (accordata solo dal 23% degli intervistati).

Facebook domina tra questi per l’uso informativo da parte degli utenti (54%, seguito a distanza da Whatsapp, al 27%), nel quadro di una crescita dei social media come fonti d’informazione pari a venti punti percentuali nel periodo dal 2013 (27%) al 2019 (47%). Inoltre, i leader dei due partiti di governo, Luigi Di Maio e Matteo Salvini, sono tra gli esponenti politici europei più attivi sui social network, con post e live streaming elettorali oltre a ‘scene’ di vita privata. Le differenze tra i 28 Paesi Ue sono molte, “sarebbe meglio parlare di 28 campagne elettorali differenti”, spiegano in presentazione del monitoraggio gli studiosi dello European Elections Monitoring Center.

Il network accademico transnazionale, spiega Edoardo Novelli, coordinatore e docente di comunicazione politica all’Università di Roma Tre, “è stato finanziato con i fondi del Parlamento europeo e nasce dalle precedenti esperienze di ricerca del 2009 e del 2014, coinvolgendo un centinaio di ricercatori di diverse Università europee”. Analizzando oltre 4000 contenuti tra social network, stampa e broadcast, emergono i seguenti aspetti: 

  • l’85% di questi contenuti è circolato sui social network;
  • il 33% circa riguarda questioni solamente nazionali;
  • il 13,4% è ascrivibile alle categorie negativo/fortemente negativo;
  • i partiti del Sud Europa, con circa 1200 contenuti, sono i più presenti a livello mediatico;
  • l’Italia è il primo tra i 28 Paesi rilevati per numero di post su Facebook, con Lega e M5S primo e secondo partito in Europa per quantità di contenuti prodotti.

Commentando i risultati, Novelli sottolinea come “le differenti regole nazionali per fare campagna elettorale abbiano influito”, aggiungendo che “sono state più campagne elettorali giocate prevalentemente su temi di politica interna come in passato, ma, rispetto alla precedente, questa non è risultata così negativa nei confronti dell’Europa nonostante il vento dei sovranismi”. Sul fronte dei temi, “ci sono delle aree geopolitiche ben chiare: nel Nord e nel Centro Europa il tema dell’ecologia è stato molto forte, mentre nei Paesi dell’Est e del Sud è prevalso quello dell’immigrazione”.

Michele Valente