L’estate che racconta l’Italia

7 Ago 2019 - Dal blog Spigoli di Giampiero Gramaglia

Cartoline dell’estate italiana, immagini del Paese più che delle vacanze. Puglia, Salento, poco sopra Otranto, mare: famiglie in ferie, nonni con i nipotini, pochi stranieri – ma la collocazione geografica lo può spiegare -; giornate in spiaggia, attività sportive pubblicizzate ma non incoraggiate, aperitivo con i giochi; e la sera lo spettacolo, prima per i bambini, poi per gli adulti, che rispondono in coro e a modo alle sollecitazioni dei conduttori sui talent, i reality e le trasmissioni televisive più trash e non mostrano insofferenza quando qualunquismo e volgarità integrano la scarsa vena dell’ ‘ artista’ di turno. La cosa più fresca? La spigliatezza e la ‘professionalità’ degli animatori, magari studenti che si pagano così le loro vacanze, prendendosi (e prendendoci) un po’ in giro.

Rifugio Quintino Sella - estatePiemonte, parco del Monviso, sui sentieri intorno alla montagna alle cui falde nasce il Po. I percorsi del ‘giro di Viso’ sono molteplici, ma tutti, per forza di cose, sconfinano in Francia: gli ‘umani’ completano l’escursione in tre o quattro tappe, i ‘mostri’ la fanno in un giorno o due; quelli ‘cotti’, come me, abbandonano. Nei rifugi, dove dal primo pomeriggio iniziano ad arrivare gli escursionisti di giornata, una stragrande maggioranza di francesi, molti tedeschi, qualche olandese –svizzeri e belgi, se ve ne sono, si confondono con le lingue -, pochi italiani (e quei pochi autoctoni, locali).

Non c’è campo e non c’è connessione: si soffre un po’. I servizi sono essenziali, l’alloggio spartano, il cibo buono ma semplice, la spazzatura ciascuno se la deve riportare a valle, l’unica ‘trasgressione’ possibile e consentita è un bicchierino di genepi prima di andare a dormire – 22.00, luci spente -. Nessuno si lamenta – se non dei muscoli che gemono -, nessuno alza la voce, nessuno recrimina, tutti s’adeguano e sono reciprocamente solidali.

Scendendo, un po’ mesto e tanto pesto, verso una fermata di pullman lontana tre ore di marcia, mi chiedo come sarebbe l’Italia, e la sua politica estera, se in vacanza d’estate ne riempissimo i rifugi, oltre che le spiagge.