Dall’emergenza Covid-19 a Next Generation EU

27 Giu 2020 - Finestra sull'Europa di Studenti FiSE

Considerato l’impatto economico e sociale dell’emergenza sanitaria da Covid-19, la Commissione europea ha presentato un piano che ha l’obiettivo di rilanciare la crescita negli Stati dell’Ue. Il piano, che è attualmente oggetto di un negoziato in senso del Consiglio europeo, sarà incorporato nel quadro finanziario pluriennale (2020-27) e prevede risorse a fondo perduto per 500 miliardi e prestiti per 250 miliardi di euro per un totale di 750 miliardi (piano Next Generation EU). I prestiti dovranno essere restituiti dai governi entro il 2058.

Al fine di poter usufruire degli stanziamenti di Next Generation EU, la Commissione europea prevede di porre agli Stati precise condizioni. I governi dovranno necessariamente presentare piani d’azione e varare riforme per il rilancio dell’economia in specifici settori, l’economia verde, la digitalizzazione e la resilienza.

Le riforme indicate dalla Commissione europea, oltre ad ammodernare i Paesi e a spingerli verso una forte crescita, renderanno, se attuate, di gran lunga più agevole la vita di tutti. Lo ‘smart working’, ad esempio, che sembrava difficile da attuare, è stato una scoperta positiva, anche per quanti erano più diffidenti verso il digitale. Lavorare da casa ha comportato enormi vantaggi: meno costi e meno tempo per gli spostamenti e una drastica riduzione dell’inquinamento atmosferico. Il digitale è così diventato un sistema di lavoro trasversale. Tuttavia, non mancano alcuni aspetti negativi: lavorare da casa riduce in modo significativo i contatti sociali portando a una bassa interazione con il proprio team e rischia di accrescere di molto i fattori di distrazione.

Come hanno risposto le aziende italiane alle proposte della Commissione europea per il piano Next Generation EU? In attesa che le proposte diventino decisioni, le aziende in genere concordano con le priorità indicate dalle Istituzioni comunitarie.  Ma sono molto preoccupate dai meccanismi burocratici prospettati a livello europeo e nazionale.

Se è vero che in questo momento per rispondere alla crisi ci vogliono misure straordinarie, è anche vero che bisogna mettere in campo una visione nuova a 360 gradi e che bisogna quindi alleggerire di gran lunga il nostro sistema burocratico frammentato e con ostacoli sempre in agguato.

La misura in cui le imprese utilizzeranno i finanziamenti di Next Generation EU dipenderà dal modo in cui questi fondi verranno distribuiti e dalle modalità di accesso agli stessi. Le imprese italiane potrebbero essere più pronte di quanto si pensi a gestire i fondi, ma bisogna metterle in condizione di decidere i loro programmi e mettere a loro disposizione una burocrazia più veloce ed efficiente.

Anna Ciancio