Due italiani accusati violazione sanzioni

10 Dic 2019 - Sanzioni Internazionali di Studio Padovan

Il 3 dicembre, il Dipartimento di Giustizia Usa (Doj) ha pubblicato la notizia di rinvio a giudizio per due cittadini russi, due italiani e uno statunitense accusati di violazione e cospirazione per eludere l’International Emergency Economic Powers Act (Ieepa) e l’Export Control Reform Act del 2018 (Ecra) nonché di frode informatica e cospirazione per fini di riciclaggio.

In particolare, secondo il Doj, una società pubblica russa non identificata, impossibilitata ad acquistare una turbina Vectra 40G prodotta negli Usa a causa del regime sanzionatorio vigente, si sarebbe rivolta a un’altra società russa, Ks Engineering, per aggirarne i divieti. Per le stesse ragioni, Ks Engineering si sarebbe rivolta, a sua volta, alla società Gva International Oil and Gas Services di Gabriele Villone, che, tramite l’impiegato Bruno Caparini, avrebbe dovuto acquistare la turbina.

Ma il passaggio di consegne non termina alla società di Villone. Questi, infatti, si sarebbe rivolto a Dali Bagrou, cittadino americano, che, attraverso la sua società statunitense, World Mining and Oil Supply, avrebbe cercato di ottenere la turbina da un produttore statunitense non identificato, per circa 17,3 milioni di dollari.

Secondo le accuse, ci sono prove che il fine della società pubblica russa fosse quello di impiegare la turbina Vectra su una piattaforma russa nell’Artico, in acque profonde.

La direttiva 4 dell’ordine esecutivo 13662 stabilisce il divieto per le US persons (nella cui definizione rientrano anche cittadini non statunitensi che si trovano su territorio Usa) di fornire ai soggetti che rientrano nella Sectoral Sanctions Identifications List  (Ssi) beni o servizi e/o tecnologie connessi a progetti petroliferi speciali, tra cui, per l’appunto, in acque profonde o nell’Artico.

L’ordine esecutivo 13662 costituisce uno dei provvedimenti chiave adottati dagli Stati Uniti a seguito dell’illecita annessione della regione della Crimea da parte della Federazione Russa. La lista Ssi colpisce individui ed entità (incluse le rispettive società controllate) nei settori dell’energia, della finanza e della difesa russa, ritenuti responsabili di minacciare la democrazia, la pace, la sicurezza, la stabilità, la sovranità e l’integrità territoriale dell’Ucraina nonché d’impossessarsi indebitamente dei suoi beni.

Per la violazione della normativa sanzionatoria Usa, gli italiani Villone e Caparini potrebbero incorrere in condanne fino a 20 anni di prigione e multe fino a un milione di dollari ciascuno.