Depressione post catastrofe

4 Set 2019 - Dal blog Rischi ed emergenze di CSLI Italia

Contare le persone decedute o ferite in seguito alle catastrofi naturali è relativamente semplice e si registrano nei Paesi in via di sviluppo valori dalle 3 alle 4 volte superiori a quelli che si verificano in quelli industrializzati. Ciò che invece solo da poco si comincia a stimare è l’ammontare di persone che, successivamente a tali eventi, soffre di disturbi mentali, cognitivi, emotivi, psicofisici e comportamentali, sino ad arrivare alla depressione. Secondo alcune ricerche i Ptsd (acronimo anglosassone per indicare la patologia) si sviluppano nel 2% dei sopravvissuti dopo un evento naturale come un tornado, nel 28% delle persone coinvolte in un attacco terroristico di massa, nel 29% dei sopravvissuti e dei familiari di vittime di altri disastri. Studi sulla diffusione di questi disordini sono stati effettuati in contesti eterogenei: le guerre in ex-Jugoslavia, l’attacco terroristico alle due torri di New York, i conflitti in Iraq, le catastrofi naturali.

 

Alcune categorie di persone sono più a rischio
Una ricerca Giapponese rilevò che tre anni dopo il terremoto di Kobe del 1995, alcune vittime risentivano ancora delle conseguenze traumatiche. Dai dati internazionali emerge che alcune categorie di persone sono più a rischio: quelle già affette da condizioni di disagio mentale, le donne, i bambini e gli adolescenti, i soccorritori. In Italia, sono ancora pochi gli studi epidemiologici sui Ptsd, forse per l’ancora scarso riconoscimento dalle scienze sociali nel nostro Paese. Secondo i dati dell’Oms pubblicati nel 2017, almeno 300 milioni di persone nel mondo (oltre 35 milioni in Europa) sono affette da depressione e il loro numero è in costante aumento.

Ridurre i casi di Ptsd nelle persone sono obiettivi congiunti e prioritari
È importante ricordare che l’Oms indica la depressione come la maggior causa al mondo di disabilità. I costi necessari a mantenimento e cure di una persona depressa sono alti: il soggetto perde la sua produttività e difficilmente mantiene il posto di lavoro. Secondo delle stime, solo nel Regno Unito, gli effetti della depressione costano circa 12 miliardi di sterline annui. La riduzione di tali costi ed una maggior prevenzione per ridurre i Ptsd nelle persone sono obiettivi congiunti e prioritari che richiedono lo sviluppo e la diffusione di una cultura delle catastrofi ed un migliore impiego delle competenze sociologiche e psicologiche.

Antonio Virgili, Presidente nazionale Corpo italiano di San Lazzaro