Coronavirus: #iorestoacasa, emergenza senzatetto

23 Mar 2020 - Finestra sull'Europa di Studenti FiSE

Oltre 50.000 persone non hanno una casa in Italia. È ciò che dice l’ultimo rapporto Istat. I senzatetto rischiano, oltre al contagio, multe ed arresti, come successo recentemente a Milano. Con il dpcm dell’11 marzo 2020 chiamato #Iorestoacasa, lo Stato italiano limita fortemente gli spostamenti e le uscite dei cittadini, invitandoli, se non in casi di comprovata necessità, a rimanere a casa.

Dove stare e dove proteggersi dai rischi di contagio? Al tempo del Coronavirus, l’Italia, specie le grandi città, hanno una nuova emergenza: i senzatetto. Queste persone hanno visto i centri accoglienza e le mense chiudere da un giorno all’altro e si sono riversate nelle periferie, come dice la Croce Rossa, che continua a distribuire pasti caldi e assistenza medica nelle strade.

Uno dei maggiori problemi è che bisogna informare i senzatetto, a cui arrivano notizie confuse e che non possono mantenere livelli di igiene adeguati. Le istituzioni devono tenere in considerazione il problema, ricorda Angelo Borrelli, capo del Dipartimento della Protezione Civile: “Ho chiesto alla Regione Lazio e ai comuni di organizzare e trovare strutture per fornire una adeguata assistenza ai senzatetto”.

Bisogna arrivare a quanti vivono in strada e informali di come possono prevenire il contagio, che molto spesso sottovalutano. I senzatetto hanno spesso un sistema immunitario debole e se contraggono il virus possono diventare una minaccia anche per gli altri.

Secondo Binario 95, una no profit molto attiva nel territorio romano, solo nella Capitale le persone senza fissa dimora sono 20.000. Alessandro Baricchi, fondatore della cooperativa, afferma che bisogna informare e proteggere i senzatetto, tutelando anche il lavoro degli operatori. Baricchi aggiunge che il sistema dell’accoglienza debba essere rivisto e migliorato, ripensando al ruolo dei centri e dando loro il giusto valore.

In questo momento le associazioni vivono una drastica riduzione delle presenze dei volontari date le nuove misure. E i senzatetto si ritrovano in città sempre più vuote, abbandonati ai loro destini solitari, senza avere più nessun punto di riferimento. Nascono così diverse campagne parallele a quella di #iorestoacasa sui social media: #vorreistareacasa, #proteggiamoli e “Distanti ma vicini” dedicate a cittadini invisibili, cui il decreto non ha pensato. Per salvaguardare la salute della comunità bisognerebbe tutelare quella del singolo, senza lasciare nessuno indietro. Comuni e regioni devono attivarsi autonomamente, come chiesto da Borrelli il 20 marzo.

Sara Mattana