Conferenza su futuro Europa: dialogare per costruire

5 Mag 2021 - Finestra sull'Europa di Studenti FiSE

La Conferenza per il futuro dell’Europa è importante: sia per le questioni formali/ufficiali che saranno discusse nel suo svolgimento, sia per il valore simbolico. Nonostante la Conferenza non sia un luogo di decisione, il modo in cui gli 11 temi oggetto dei dibattiti saranno affrontati delineerà i futuri sviluppi dell’Unione; e non solo. I temi, infatti, comprendono sfere che coinvolgono l’intero sistema mondiale, sotto qualunque prospettiva.

Si pensi ad esempio al cambiamento climatico o all’equità sociale, da sempre al centro di ogni tipo di dibattito, dalle tavole familiari ai banchi istituzionali. In merito a questioni così impellenti l’Europa sente la necessità di collocarsi come attore planetario, portavoce di un messaggio chiaro e univoco in cui tutte le Nazioni possano riconoscersi.

Parlandone con Pier Virgilio Dastoli, presidente del consiglio italiano del Movimento Europeo, emerge la priorità di guardare la Conferenza come uno “spazio pubblico di dibattito, dove i cittadini possano esprimere l’esigenza del cambiamento”, in un’ottica bottom-up. A tale proposito, la piattaforma digitale svolge un ruolo cruciale: il coinvolgimento della società civile è un passo avanti rispetto alle tradizionali vie di comunicazione. In questo modo sarà possibile assumere quella dimensione di agorà da cui il processo di democratizzazione europea non può prescindere.

Il valore consiste nel superare o comunque porre un’alternativa al predominio della tecnica che negli anni ha contraddistinto il dialogo tra istituzioni e cittadini. Strumenti di partecipazione attiva come questo contribuiscono alla nascita di un’opinione pubblica europea, con un confronto d’interessi su base relazionale e discorsiva.

Il punto di vista simbolico vede in questo momento uno sviluppo direzionale dell’Unione. La pandemia ha evidenziato che i processi decisionali vedono ancora i singoli Stati membri non valutare a pieno la loro appartenenza all’Unione. L’euroscetticismo è oggi protagonista di molti Governi e alcuni Paesi hanno ancora difficoltà a rispettare alcuni diritti fondamentali. A mancare è una cultura europea, un senso comune che sospenda i dubbi riguardo alla realtà sociale ed economica vissuta dai cittadini. Colmare la mancanza è compito di chiunque creda nel processo d’integrazione, a cui questo momento offre la possibilità di contribuire con le proprie idee e progetti.

La Conferenza, dunque offrirà non solo un luogo di confronto tra le parti, ma segnerà la direzione verso cui saranno orientate le prossime politiche. Dunque, utilizzando ancora le parole di Dastoli, “La partecipazione dev’essere il più possibile europea e non soltanto frutto di iniziative nazionali”, confidando quindi nei valori fondanti. Gli 11 temi saranno protagonisti dei futuri sviluppi globali, ma la cornice attraverso cui analizzarli ci aspettiamo ponga al centro le persone in quanto tali, secondo una prospettiva umano-centrica e ponendo in secondo piano i soli interessi del mercato.

Matteo Maiorano