Commissione: #spizziamoci i candidati

28 Mag 2019 - Dal blog Finestra sull'Europa di Studenti FiSE

Quanti italiani conoscono il termine Spitzenkandidaten? In un sondaggio effettuato recentemente da YouTrend, almeno il 70% degli intervistati non ha saputo rispondere. Gli Spitzenkandidaten sono i candidati di punta di ogni partito politico europeo alla presidenza della Commissione europea.

Uno degli atti finali della campagna elettorale europea è proprio il dibattito tra gli Spitzenkandidaten dei vari schieramenti. Le rappresentanze italiane di Parlamento e Commissione europei hanno deciso di organizzare per l’occasione un incontro dal titolo “#Spizziamoci i candidati”, invitando giovani e studenti universitari ad assistere al dibattito di metà maggio nella splendida sede dell’Antonello Colonna Open, lo spazio serra del Palazzo delle Esposizioni.

#spizziamoci i candidatiL’evento era parte di una serie di iniziative organizzate con il supporto di ItaliaCamp per la campagna di comunicazione #StavoltaVoto, realizzata per promuovere il coinvolgimento democratico in vista delle elezioni europee del 26 maggio.

“#Spizziamoci i candidati” e più in generale la campagna #Stavoltavoto dimostrano la volontà dell’Unione europea di avvicinarsi ai giovani rinnovando il proprio linguaggio, riuscendo allo stesso tempo a chiarire tematiche e concetti di difficile comprensione come quello degli spitzenkandidaten.

Dal dibattito, trasmesso in diretta da Bruxelles, emergono tuttavia ricette differenti per riformare un’Unione europea da tempo in difficoltà come rare volte nella sua storia. La nuova Commissione europea, difatti, dovrà affrontare temi come: occupazione giovanile, fiscalità, politica estera, immigrazione e ambiente.

Max Weber e Franz Timmermans, i campioni rispettivamente del Ppe e di S&D, si sono scontrati ripetutamente sul tema del clima: l’uno proponeva una tassa sulla CO2 mentre l’altro era preoccupato dalle ricadute economiche della transizione alle emissioni zero entro il 2050.

Nico Cuè, alfiere dellaSinistra europea, ha duramente attaccato non solo sul tema dell’ambiente (“abbiamo trovato il denaro per salvare le banche e dobbiamo farlo anche per il clima”), ma anche su quello delle politiche di austerità (“hanno fatto rinascere i fascisti in Italia e Ungheria”).

Una posizione più isolata è invece quella del conservatore Jan Zahradil, promotore di un’Europa de-centralizzata che permetta a ogni Stato membro di tessere le proprie “misure sartoriali”.

In tema di fiscalità, Margrethe Vestager (Alde) pone l’accento sull’importanza di una tassazione equa per i colossi del mercato digitale, mentre Ska Keller (Verdi) ritiene la vigente tassazione un danno per il welfare europeo.

Al di là delle proposte concrete su questi temi cruciali, c’è però un obiettivo che l’Ue deve raggiungere per non soccombere sotto i colpi del sovranismo, ben sintetizzato dalle parole di Timmermans: ”Dobbiamo offrire nuove proposte per far tornare i cittadini nell’orbita del progetto europeo”.

Adriano Maggi