Clima: gli Usa di Biden da maglia nera a maglia verde (con l’Ue)

27 Apr 2021 - Diario Americano USA 2020 di Giampiero Gramaglia

Da Malabrocca del clima a campioni ‘verdi’, con l’Ue: nella corsa contro il riscaldamento globale, gli Stati Uniti di Joe Biden si levano di dosso la maglia nera, che distingueva Luigi Malabrocca, mitico ciclista che, nell’immediato Dopo Guerra, si fece un vanto dell’ultimo posto al Giro d’Italia e del suo simbolo, la maglia nera.

Agli ultimi posti della lotta contro il cambiamento climatico gli Stati Uniti erano finiti nel mandato di Donald Trump – il primato negativo era loro conteso con accanimento dal Brasile di Bolsonaro, campione di tutte le nefandezze ambientali e pandemiche, specie in Amazzonia -.

In meno di cento giorni alla Casa Bianca, Biden ha restituito agli Usa il loro ruolo: con la Cina, restano i grandi inquinatori; ma, con l’Ue, guidano la svolta del ‘dopo energia fossile’; e il tema diventa terreno di dialogo anche con i partner più ruvidi, la Cina e la Russia.

Il vertice virtuale voluto da Biden la settimana scorsa, nella Giornata della Terra, voleva da un lato segnare il ritorno di Washington alla consapevolezza dell’importanza della questione climatica e dall’altro tenere aperti – su questo fronte – canali di comunicazione senza preclusioni. E’ molto, ma non è abbastanza.

Ai leader del Mondo, Greta Thunberg le canta chiare, durante un’audizione al Congresso: “Servono cambiamenti drastici… Stiamo ancora a parlare di sussidi all’industria dei combustibili fossili: vuol dire che non abbiamo capito l’emergenza climatica”. Greta, 18 anni, aggiunge: “La mia generazione non mollerà sul clima senza battersi”.

Meno negativo, più incoraggiante, Papa Francesco, che vede nel vertice “una iniziativa felice, che mette in cammino, tutta l’umanità attraverso i suoi leader”. Il pontefice indica l’obiettivo di “avere cura della natura, un dono che abbiamo ricevuto e che dobbiamo rispettare” e abbina le sfide dell’ambiente e della pandemia: “Non è ancora finita, ma dobbiamo guardare avanti: da una crisi, non si esce come prima, se ne esce o migliori o peggiori”.

La risposta di Biden è un piano per finanziare la transizione energetica dei Paesi in via di sviluppo, raddoppiando gli aiuti. E il Fondo monetario internazionale propone un mix di scelte energetiche e ambientali che inneschino un aumento dello 0,7% l’anno del Pil mondiale nei prossimi 15 anni.

Pure sul piano nazionale, Biden raddoppia gli impegni: vuole tagliare oltre il 50% delle emissioni del 2025 entro il 2030. Gli altri leader, che rappresentano tutti i maggiori inquinatori del Pianeta, sciorinano a gara obiettivi ambiziosi: l’Europa è pronta ad agire, dice la von der Leyen; Draghi annuncia una riunione ad hoc del G20, che l’Italia presiede; Macron, la Merkel, Johnson usano formule ad effetto; Xi promette emissioni zero entro il 2060 (ma la Cina continuerà ad aumentare l’inquinamento fino al 2030). Chi sta più sulle sue è Putin: forse è questione di clima, un po’ gelido tra Usa e Russia.