Carceri Europa: dati a confronto

23 Nov 2018 - Dal blog Finestra sull'Europa di Studenti FiSE

Si sa che il grado di civiltà delle carceri di un Paese rivela il grado di civiltà del Paese stesso. Nelle galere italiane, fra picchi di suicidi mai registrati prima, sovraffollamento record e una sfilza di imputati in attesa di giudizio, la situazione è tutt’altro che delle migliori. Ma qual è la situazione negli altri Paesi europei?  È possibile trovare rapporti su diversi aspetti, ma pochi riescono a dare un’idea complessiva. Fra gli esperti che si occupano del settore è infatti ricorrente la polemica sulla difficoltà di reperire dati e di sistematizzare informazioni da ben 47 Paesi, molti dei quali sprovvisti di uffici di rilevazione statistica dei dati sui penitenziari.

Comunque, secondo i dati raccolti dal Centro internazionale di studi penitenziari del Consiglio d’Europa, sono circa 600 mila i detenuti nelle carceri dei Paesi Ue. Cipro è il Paese con il numero maggiore di detenuti ogni 100 posti disponibili: 147,5%. La percentuale più alta (41,6%) di detenuti in attesa di giudizio è in Lussemburgo, la più bassa in Polonia con solo l’8,4% su una media europea del 23,5%.

Il numero complessivo di detenuti nell’Ue-28 (Belgio escluso) è aumentato gradualmente ogni anno tra il 2008 e il 2012 ed è successivamente calato del 3,6 % nel 2013, del 3,5 % nel 2014 e del 2,9 % nel 2015. La popolazione carceraria nel 2015 risultava inferiore del 6,4 % rispetto al 2008. Questi i dati tratti da una rilevazione congiunta Eurostat – Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine.

Un tema sempre più caldo: quanto pesa l’immigrazione sul sistema carcerario? Poco più di un detenuto su cinque non ha il passaporto del Paese che lo detiene. Se ne sono occupati all’Università di Losanna, con i rapporti denominati ‘Space I’ e ‘Space II’ che spiegano quanto incide sui tassi di detenzione e sull’affollamento delle prigioni la componente straniera rispetto ai detenuti ‘nazionali’. La presenza media di immigrati nelle carceri europee è pari al 21%, e le percentuali più basse si registrano nei Paesi tradizionalmente di emigrazione, come quelli dell’Est: in Romania, gli stranieri detenuti sono pochissimi, solo lo 0,6% rispetto al totale; mentre in Albania la componente detenuta non albanese è dell’1,8%. In Svizzera, invece, la popolazione detenuta non elvetica è addirittura del 74,3%.

Per finire, un’altra questione importante: non tutti i sistemi carcerari europei sono affidati alla gestione pubblica. Sul modello di privatizzazione americana infatti sono state privatizzati molti penitenziari anche in Europa (Regno Unito, Germania e Italia). Diverso, invece, il caso della Francia che ha optato per l’adozione di un sistema misto tra pubblico e privato, dando prova della capacità nel produrre importanti benefici in termini qualitativi e dell’esistenza di soluzioni alternative a quelle adottate da altri Stati.

di Carmen Baffi