Brexit: quali rapporti dopo tra Ue e GB?

16 Apr 2018 - Dal blog Finestra sull'Europa di Studenti FiSE

Manca meno di un anno al divorzio tra Regno Unito e Unione europea. Il 29 marzo 2019 la premier britannica Theresa May attiverà l’articolo 50 del Trattato di Lisbona, facendo partire il conto alla rovescia per la Brexit, i cui effetti saranno tangibili solo alla fine della fase transitoria il 31 dicembre 2020. Come procedono i negoziati?, e quali sono le prospettive del dopo-Brexit?

Gli orientamenti sulle future relazioni tra l’Ue e il Regno Unito sono stati adottati dal Consiglio europeo, riunito nel formato a 27, lo scorso marzo. A emergere è la volontà da parte dell’Unione di evitare una separazione radicale. “La mia proposta mostra che non vogliamo costruire un muro tra l’Ue e la Gran Bretagna. – aveva dichiarato il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk in vista del Vertice – La Gran Bretagna sarà il nostro vicino più prossimo e desideriamo rimanere amici e partner anche dopo la Brexit. Partner che siano i più stretti possibile, proprio come abbiamo sempre detto dopo il referendum”. Nel Consiglio europeo del 22 e del 23 marzo è stata ribadita l’intenzione dell’Unione di optare per “un partenariato il più stretto possibile col Regno Unito“.

La partnership dovrebbe riguardare la cooperazione commerciale ed economica, ma anche la lotta al terrorismo e alla criminalità internazionale, la sicurezza, la difesa e la politica estera poiché la sicurezza dei cittadini deve essere garantita al di là della Brexit.

Quanto alle relazioni economiche, i 27 sono pronti ad avviare i lavori per un accordo di libero scambio (Als), che Tusk ha definito “l’unico modello possibile”, considerato che il Regno Unito uscirà dal mercato unico, dall’unione doganale e dalla giurisdizione della Corte di Giustizia dell’Ue. Gli sforzi dell’Unione, però, non basteranno da soli ad evitare contrasti commerciali causati dalle divergenze nelle tariffe esterne e nelle norme interne e dall’assenza di istituzioni comuni, oltre che di un ordinamento giuridico condiviso.

Altri punti fondamentali del partenariato riguardano la cooperazione sulle sfide globali – cambiamenti climatici, sviluppo sostenibile e inquinamento transfrontaliero –  e la circolazione delle persone fisiche con disposizioni basate sulla reciprocità e la non discriminazione tra Stati membri.

Restano questioni irrisolte, a partire dall’applicazione territoriale dell’accordo di recesso, specie per le sorti di Gibilterra che preoccupano la Spagna. Altro punto molto delicato è il confine tra la Repubblica d’Irlanda e l’Irlanda del Nord dopo la Brexit, dilemma che si tenterà di risolvere a Bruxelles a giugno.

Rosita Cipolla