Biden presidente eletto: messaggio di unità e di cambiamento

8 Nov 2020 - Diario Americano USA 2020 di Giampiero Gramaglia

Un messaggio di unità e di cambiamento: “Lasciamo che la cupa era della demonizzazione cominci a finire nel nostro Paese qui e ora”. Nel suo ‘discorso della vittoria’, il presidente eletto Joe Biden prospetta all’America “un tempo per lenire” le ferite e le divisioni, ritrovare la concordia e rilanciare l’economia.

In un evento stile ‘drive-in’, presente la sua vice Kamala Harris, Biden s’impegna a non distinguere “Stati rossi e Stati blu” e parla anche alle decine di milioni di americani che volevano la rielezione di Donald Trump: “Capisco la vostra delusione… Ma adesso diamoci reciprocamente una chance. E’ tempo di mettere da parte l’aspra retorica, di raffreddare la temperatura, di guardarci l’un l’altro e ascoltarci l’un l’altro”.

Il ‘discorso della vittoria’ – Il ‘discorso della vittoria’ di Biden, riuscito nell’impresa di esautorare un presidente in carica – l’ultima volta era accaduto nel 1992 -, ha suggellato un’elezione fortemente contestata, in cui ci sono voluti quattro giorni per conoscere il vincitore. Biden arriva alla presidenza al suo terzo tentativo – il primo risale al 1988 -.

La sua vice entra nella storia Usa come la prima donna vice-presidente eletto. Kamala Devi Harris, 56 anni, figlia d’immigrati – indiana la madre e giamaicano il padre -, sarà la donna di più alto rango in 244 anni di storia del Paese, simbolo di un’America sempre più diversa.

Secondo fonti della campagna di Biden, il presidente eletto progetta, appena insediato il 20 gennaio, di varare una serie di ordini esecutivi per rovesciare alcune scelte del suo predecessore, dando così subito il segno che la direzione del Paese è cambiata e che la sua presidenza sarà orientata verso priorità radicalmente diverse, dal clima all’immigrazione.

La notizia è che Biden è divenuto il presidente eletto degli Stati Uniti con la vittoria, ieri certa, in Pennsylvania. Ma il sollievo è che gli americani hanno ripudiato Trump: un mandato e basta per il magnate presidente copia conforme del magnate candidato, egocentrico, incostante, imprevedibile, incline ad anteporre l’interesse personale a quello pubblico, rozzo – ma efficace – nella comunicazione, scostante nei modi; e, per di più, mentitore seriale.

C’è però voluto il più grande esercizio di democrazia nella storia Usa – mai così tanti alle urne, sia in assoluto che in percentuale – per cacciare Trump, verso il quale una grossa fetta dell’America continua a sentirsi attratta.

Contro Trump, i democratici non hanno schierato un leader carismatico, ma una figura che unisce e non divide: Biden è una persona per bene, lo zio buono, l’usato sicuro della politica statunitense, cui un Paese polarizzato dalla gestione del magnate e dilaniato dal coronavirus s’affida per ricomporre le spaccature e lenire le ferite.

Biden sarà il 46° presidente degli Stati Uniti, il secondo cattolico – il primo fu John F. Kennedy -: quando s’insedierà ed entrerà alla Casa Bianca, avrà 78 anni – li compie il 20 novembre -. E il più anziano presidente Usa mai eletto.

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