Prime nomine di Biden. E a Trump non resta che Putin

23 Nov 2020 - Diario Americano USA 2020 di Giampiero Gramaglia

Joe Biden annuncerà domani la sua squadra di politica estera: il segretario di Stato, il consigliere per la Sicurezza nazionale e il rappresentante all’Onu. I media Usa anticipano che Anthony Blinken sarà il segretario di Stato, Jake Sullivan il consigliere e Linda Thomas-Greenfield andrà al Palazzo di Vetro.

Blinken, che avrà la responsabilità di riposizionare e rilanciare gli Stati Uniti sulla scena mondiale, iniziò la carriera diplomatica durante l’Amministrazione Clinton. Laureato ad Harvard, Blinken fa politica dalla fine degli Anni 80, quando contribuì alla campagna elettorale di Michael Dukakis. Nella campagna di Biden, ha avuto un ruolo di primo piano, sempre accanto al presidente ora eletto in tutte le decisioni più importanti.

Biden avrebbe già scelto pure il segretario al Tesoro e starebbe vagliando i candidati alla Giustizia, fra cui vi sono Merrick Garland, designato da Barack Obama alla Corte Suprema nel 2016 ma cui i repubblicani negarono la conferma senza nemmeno concedergli un’audizione, e Sally Yates, la vice di Loretta Lynch nell’Amministrazione Obama, poi per una breve stagione segretario alla Giustizia ‘ad interim’, fino a che Trump non la licenziò.

Alla Casa Bianca con Biden potrebbe anche esserci la prima portavoce afro-americana della storia: ci sono in lizza per quel ruolo e per quello di direttore delle comunicazioni, Karine Jean-Pierre, già capo dello staff della campagna di Kamala Harris, e Symone Sanders, consigliere della campagna del presidente eletto, entrambe nere, con Kate Bedingfield, direttrice della comunicazione di Biden. Si conferma che il tradizionale briefing quotidiano con la stampa sarà ripristinato.

Mentre Biden costruisce la sua squadra di futuri ministri, Donald Trump ha problemi con la squadra d’avvocati, che hanno finora perso tutte le cause per contestare i risultati elettorali. Chris Christie, l’ex governatore del New Jersey, aspirante alla nomination nel 2016 e poi consigliere del magnate, pensa che Trump dovrebbe concedere la vittoria a Biden e osserva: “La condotta dello staff legale del presidente è un imbarazzo nazionale”. Gli avvocati – dice – parlano “di brogli fuori dai tribunali, ma quando sono dentro le corti non parlano di frodi … Le elezioni hanno delle conseguenze e non si può continuare ad agire come se non ci fossero mai state”.

Quasi a dare ragione a Christie, lo staff legale del magnate prende le distanze da Sidney Powell, anche lei avvocato del presidente, che sostiene una teoria del complotto secondo cui l’ex leader venezuelano Hugo Chavez, morto nel 2013, avrebbe manipolato Usa 2020. In una nota, si nega che la Powell faccia parte del pool di Trump e che sia avvocato del presidente. La Powell, giorni fa, era a fianco del magnate in un evento.

La campagna di Trump ha intanto fatto appello contro la decisione di un giudice della Pennsylvania di non bloccare la certificazione dell’esito del voto del 3 novembre e ha chiesto un altro riconteggio delle schede in Georgia. Un primo riconteggio manuale si è concluso la scorsa settimana, confermando la vittoria di Joe Biden per 12.600 voti. Il secondo riconteggio sarà fatto con scanner.

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