Biden e Harris Persona dell’anno di Time, no ai decreti

11 Dic 2020 - Diario Americano USA 2020 di Giampiero Gramaglia

Joe Biden e Kamala Harris sono la ‘Persona dell’Anno’ di Time. Il presidente eletto e la sua vice hanno conquistato la copertina che dal 1927 ogni dicembre il settimanale attribuisce alla persona che, nel bene o nel male, ha segnato l’anno che sta per concludersi. L’annuncio e stato fatto ieri, in uno speciale della Nbc.

Biden e la Harris hanno battuto il presidente uscente Donald Trump, l’epidemiologo Anthony Fauci, con i “lavoratori essenziali”, i medici e gli infermieri della risposta all’epidemia da coronavirus, e il movimento Black Lives Matter, gli uni e gli altri insigniti del titolo di ‘guardiani dell’anno’.

Biden, che continua ad aggiungere componenti alla sua squadra, ha lanciato un monito alla sinistra del suo partito: “Non intendo attuare la mia agenda a colpi di decreto, ma lavorando col Congresso a politiche che siano durature”, ha detto durante un incontro coni leader dei diritti civili.

Time motiva la sua scelta – “Assieme Biden e la Harris hanno offerto ristoro e rinnovo… E l’America ha comprato quello che avevano proposto”, scrive il settimanale. Quella del 2020 – spiega Time – è stata una scelta particolarmente difficile: la scorsa settimana sulla copertina c’era, infatti, il 2020 con una croce rossa sopra i numeri, l’anno da cancellare a causa della pandemia.

“La Persona dell’Anno non è un premio. E’ la storia per come è scritta, nel bene e nel male”, avverte Time, annunciando la scelta che chiude un anno “dominato da enormi perdite di vite umane in tutto il Mondo, ma che è stato anche un anno pieno di coraggio, compassione e cuore”.

E’ la prima volta che un presidente eletto e il/la suo/a vice appaiono assieme come Persona dell’Anno. La Harris è anche il primo vice-presidente eletto ad avere questa ‘cover story’.

L’anno scorso il riconoscimento era andato a Greta Thunberg, la più giovane Persona dell’Anno, mentre Biden, nota Time, è uno dei più vecchi.

Parlando coi leader dei diritti civili, il presidente eletto ha invitato in particolare a essere cauti sul fronte della riforma delle forze di polizia, avvertendo che lo slogan ‘Defund the Police’ può compromettere l’esito dei due ballottaggi di gennaio in Georgia, dove democratici e repubblicani si giocano il controllo del Senato.

In un audio pubblicato da The Intercept e registrato durante l’incontro a porte chiuse, Biden bolla come “oltre ogni limite” dell’autorità d’un presidente le richieste di alcuni progressisti democratici, tornando a definire l’uso dei decreti da parte di Trump un abuso di potere.

“Rovescerò ogni decisione che il presidente Trump ha preso per decreto invece di cercare l’assenso del Congresso, generando enormi danni”, dice Biden, “ma non violerò a mia volta la Costituzione. E l’autorità dell’esecutivo di cui i miei amici progressisti parlano è ben oltre i limiti”.

Biden ha quindi spiegato come attuare l’agenda per decreti può divenire un boomerang: “Se firmassi un provvedimento per vietare i fucili d’assalto senza un accordo col Congresso, un futuro presidente repubblicano potrebbe facilmente rovesciarlo e utilizzarlo come precedente per espandere il diritto alle armi da fuoco in maniera drastica. Bisogna dunque stare attenti”.

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