Biden a due passi da quota 270, Trump già in tribunale

5 Nov 2020 - Diario Americano USA 2020 di Giampiero Gramaglia

Joe Biden è a un passo, anzi a due Stati, l’Arizona e il Nevada, dalla conquista dei 270 grandi elettori necessari per conquistare la Casa Bianca. Acquisita ieri la vittoria in Michigan e Wisconsin, al candidato democratico basta vincerenei due Stati dell’Ovest, dove è in vantaggio, per raggiungere la quota fatidica, mentre si contano ancora i voti anche in Georgia, North Carolina e Pennsylvania, dov’è però in vantaggio Donald Trump, che, se sarà confermata questa geografia di vittorie e sconitte, arriverà a 268. Limitandosi ai Grandi Elettori già assegnati, Biden è a 253 e Trump a 213.

Il distacco minimo è una beffa per il magnate presidente che, alla mezzanotte dell’Election Day, credeva di avere la vittoria in tasca, con larghi vantaggi in Wisconsin, Michigan e Pennsylvania, prima che iniziasse lo spoglio dei voti per posta.

Trump ha già avviato una serie di lezioni legali, per fermare la conta dei voti o innescare verifiche dei voti già contati (a seconda della sua convenienza). Il suo avvocato Rudolph Giuliani afferma: “Non consentiremo che ci rubino quest’elezione”; e non esclude un’azione legale a livello nazionale contro la presunta “corruzione” dei democratici.

Su twitter, Trump dichiara di avere vinto Pennsylvania, North Carolina e Georgia, di cui mancano ancora i risultati ufficiali, e rivendica il Michigan, assegnato a Biden, alludendo all’ipotesi di brogli per il conteggio di “schede a sorpresa”. Twitter evidenzia il messaggio del presidente come potenzialmente fuorviante.

Biden, che come sempre cerca di pesare ed equilibrare parole e gesti, ribadisce: “Non sta a Trump decidere l’esito delle elezioni ma al popolo americano”; e sottolinea lo sforzo per garantire che “ogni voto sia contato”. “E’ chiaro – dice il democratico – che avremo 270 Grandi Elettori, ma non sono qui per dirvi che abbiamo vinto, ma solo per dirvi che quando il conteggio sarà finito penso che saremo noi i vincitori”.

Al di là delle contestazioni del magnate, il voto di martedì è stato in sé una grande manifestazione di democrazia, con un’affluenza alle urne vicina ai 160 milioni di elettori e con una partecipazione vicina al 70% degli aventi diritto, che a conti fatti potrebbe risultare la più alta di tutti i tempi, meglio del record del 1908. Circa cento milioni di suffragi erano stati espressi in anticipo, ai seggi o per posta.

Con gli oltre 69.590.000 voti già contati alle 18.00 di ieri ora della East Coast, Biden è già divenuto il candidato più votato nella storia Usa, facendo meglio del suo ex capo Barack Obama, che di voti nel 2008 ne aveva avuti 69.498.516. Trump aveva circa tre milioni di voti in meno del suo rivale, 66.707.000.

Ora, si teme possa sfociare in tensioni e disordini, anche se finora non si segnalano episodi estremi. La strategia messa a punto nello Studio Ovale, in nervose riunioni tra il presidente e i suoi più stretti consiglieri, mira a creare una narrativa e una percezione di frodi elettorali e a portare i ricorsi fino alla Corte Suprema, dove sei giudici su nove sono conservatori.

Potete seguire tutti gli aggiornamenti del Diario Usa2020 sul blog di Giampiero Gramaglia.