Barr: zero prove di brogli. Trump verso la grazia a figli, a genero e Giuliani

2 Dic 2020 - Diario Americano USA 2020 di Giampiero Gramaglia

Il Dipartimento alla Giustizia non ha scoperto prove di brogli elettorali così diffusi da modificare l’esito delle elezioni: lo ha ieri detto il segretario alla Giustizia William Barr, in un’intervista all’Ap. Intanto, dalla Casa Bianca arrivano voci non confermate di grazie imminenti a parenti e collaboratori di Donald Trump e persino di un tentativo di truffa sulle grazie, subito bollato come “fake news” in un tweet dal magnate presidente.

Barr, uno dei ministri più vicini a Trump, ha detto all’Ap che nelle ultime settimane magistratura ed Fbi hanno lavorato per indagare su denunce specifiche di frodi elettorali, senza però trovare, almeno finora, prove di irregolarità su larga scala tali da cambiare il risultato delle urne, che dà la vittoria a Joe Biden.

Barr lo scorso mese aveva emanato una direttiva a tutti i procuratori generali del Paese, spronandoli a indagare su tutte le “accuse rilevanti” di brogli e frodi elettorali che fossero state presentate. Dopo l’intervista, i cui contenuti apparentemente spiazzano il presidente, che contesta l’esito delle elezioni e non ammette la sconfitta, Barr s’è recato alla Casa Bianca.

Il segretario alla Giustizia ha poi annunciato la nomina di un procuratore speciale, John Durham, che prosegua la contro-inchiesta sulle origini del Russiagate, un’indagine sollecitata da Trump, convinto che il Russiagate fosse un complotto dell’Amministrazione Obama contro la sua elezione.

In serata, durante una festa di Natale, Trump ha per la prima volta affermato in pubblico che intende ricandidarsi nel 2024. “Sono stati quattro anni meravigliosi – ha detto il presidente uscente -. Stiamo tentando di farne altri quattro, altrimenti ci vedremo tra quattro anni”. La folla prevalentemente composta da membri del partito repubblicano, è esplosa di gioia, secondo un video visto da Politico.

Fonti di stampa, fra cui Cnn, New York Times e Washington Post, affermano che Trump discute con i suoi consiglieri se concedere una grazia preventiva ai suoi tre figli maggiori, Donald Jr., Ivanka ed Eric, ed a suo genero Jared Kusher, oltre che al suo avvocato personale Rudy Giuliani, nel timore che il Dipartimento della Giustizia dell’Amministrazione Biden li colpisca.

Donald Trump Jr. è stato indagato nel Russiagate per i contatti con i russi incontrati alla Trump Tower che offrivano materiale compromettente su Hillary Clinton ma non è mai stato incriminato. Kushner fornì false informazioni alle autorità federali sui suoi contatti con autorità straniere per il suo nullaosta di sicurezza, ma il presidente glielo garantì lo stesso. Le preoccupazioni del presidente per Eric e Ivanka potrebbero invece essere legate all’inchiesta della procura di New York sulle presunte frodi ed evasioni fiscali della Trump Organization. La grazia presidenziale, tuttavia, non copre i reati statali o locali.

I timori per Giuliani, avvocato che guida la fallimentare offensiva legale sui ricorsi elettorali, riguarderebbero invece il suo coinvolgimento nell’inchiesta della procura di New York sui maneggi del legale in Ucraina contro i Biden e sul suo ruolo nella cacciata dell’ambasciatrice americana a Kiev, episodi al centro del processo di impeachment contro Trump.

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