Dietro la strage della Rambla

20 Lug 2019 - Vuelvo al Sur di E.M. Brandolini

Secondo un’esclusiva pubblicata sul quotidiano digitale spagnolo Público in quattro puntate, il cervello della strage sulla Rambla del 17 agosto 2017, Abdelbaki Es Satty, l’imam di Ripoll saltato per aria nella casa di Alcanar il giorno prima, era un confidente del Centro nacional de Inteligencia spagnolo. Questa circostanza fu sempre negata dai servizi segreti spagnoli; quando, nel marzo del 2018, l’allora direttore del Cni fu costretto a presentarsi nel Congresso, cioè in Parlamento, per spiegare le relazioni con l’imam, si limitò a confermare l’esistenza di contatti, negando il suo reclutamento come confidente.

E invece, secondo quanto viene riportato degli atti dell’indagine sulla strage, Es Satty sarebbe stato reclutato come informatore per non essere espulso in Marocco, nel 2014, dopo avere scontato la condanna di quattro anni di carcere per traffico di stupefacenti. Nonostante fosse considerato dalle istituzioni penitenziarie un islamista radicale. Anzi il Cni lo avrebbe aiutato a diventare imam di Ripoll, cancellando dal suo curriculum i contatti con gruppi islamisti che tuttavia continuarono nel periodo ripollese. E la sua scheda figurerebbe nell’archivio degli informatori dei servizi segreti fino al giorno successivo alla strage. 

Non solo. Il Cni vigilava i movimenti dei giovani terroristi fino a poco prima dell’attentato sulla Rambla. Ne seguivano i viaggi all’estero di alcuni mesi o di appena qualche giorno prima, in Francia, Belgio, Germania e Svizzera. Ne avevano intercettato i telefoni cellulari, anche se i dialoghi tra loro non erano mai del tutto espliciti. Probabilmente era stato Es Satty a fornire i loro numeri di telefono ai servizi segreti, in una sorta di doppio gioco. Insomma, stando a queste informazioni, qualcosa non avrebbe funzionato nel lavoro della intelligence spagnola, ci sarebbe stata quanto meno una certa trascuratezza nella gestione che forse risultò fatale alle vittime degli attentati di Barcellona e di Cambrils.

Informazioni che se fossero svelate in Francia o in Gran Bretagna  in relazione a una delle stragi jihaidiste accadute sul loro territorio, riempirebbero le pagine della stampa nazionale e di quella internazionale. In Spagna no, i grandi giornali spagnoli non ne parlano. Perciò non c’è quasi nulla neppure sulla stampa internazionale, che attinge le sue fonti dai giornali di Madrid.

In Spagna, nel marzo 2018, Pp, Psoe e Ciudadanos vietarono in Parlamento la costituzione di una commissione d’indagine sulle relazioni tra Cni e l’imam di Ripoll. Oggi, il governo socialista si dice disposto a considerare la richiesta di Esquerra Republicana e Junts per Catalunya di riferire in Parlamento, quando ci sarà un nuovo governo. Tra meno di un mese si celebrerà il secondo anniversario della strage sulla Rambla.