L’attualità dello Stretto di Taiwan

10 Set 2018 - Dal blog Le Acque Sottovalutate di AMIStaDeS

A dispetto delle loro dimensioni, spesso gli Stati più piccoli, così come i tratti di mare più brevi, coinvolgono l’interesse di grandi potenze e sono oggetto di contesa politica, strategica ed economica di Stati più prominenti sulla scena internazionale. È il caso dello Stretto di Taiwan (o Formosa), una lingua di Oceano Pacifico costeggiata dalla Repubblica Popolare Cinese (RPC) ad ovest e dalla Repubblica di Cina (nota come Taiwan) ad est e che costituisce una delle principali aree in cui si gioca la competizione tra Cina e Taiwan.

Le origini della disputa tra i due Stati risalgono alla rivoluzione del 1949, quando Mao Tse-tung rovesciò il governo nazionalista di Chiang Kai-shek, che si rifugiò sull’isola di Taiwan e da lì continuò a sostenere la propria legittimità. Impossibilitato a riottenere l’effettività sul territorio cinese, il governo taiwanese ha sempre affermato la propria indipendenza, contrastato dalla RPC, che ha invece da sempre asserito il principio dell’unità territoriale cinese, ricomprendendo anche Taiwan nei territori che sarebbero sotto la sua sovranità.

A separare “le due Cine”, fisicamente e simbolicamente, c’è lo stretto di Taiwan, divenuto così un’area in cui i due Stati si scrutano, talvolta si combattono (si pensi alle crisi dello Stretto degli anni ’50, nonché alla più recente crisi del 1995/96), ma il più delle volte tentano di influenzare le sorti della politica dell’avversaria. Non sono rari i casi in cui la RPC ha eseguito esercitazioni militari nello Stretto, sperando di influenzare in modo più o meno diretto l’andamento politico dell’isola ribelle, e spingere così l’establishment taiwanese ad allinearsi alle richieste di Pechino. In termini molto più pratici, l’attività militare cinese nello stretto di Taiwan ha tentato di scoraggiare l’affermazione di partiti indipendentisti a Taiwan e favorire le posizioni di personalità politiche più vicine alla riconciliazione tra i due Stati.

L’attività militare nello Stretto, di cui si è parlato anche nel nostro corso Blue Gold, assume un’importanza molto concreta alla luce delle prossime elezioni di metà mandato che si svolgeranno a Taiwan a novembre 2018 e che potrebbero influenzare le elezioni presidenziali del 2020. Tale è l’attualità della questione, che anche gli Stati Uniti, nel marzo scorso, hanno svolto uno dei loro transiti di routine nelle acque internazionali dello Stretto. Ma non si è trattato di un transito qualsiasi: esso, infatti, si è verificato a poche settimane dalle esercitazioni militari cinesi nell’area, e ha probabilmente avuto lo scopo di mostrare che gli Usa continuano a monitorare la situazione e a sostenere la posizione di autonomia taiwanese dalle ingerenze di Pechino.

Claudia Candelmo, AMIStaDeS