Mancanza fiducia benzina per populismi

18 Feb 2019 - Dal blog Finestra sull'Europa di Studenti FiSE

L’incubo dei populisti incombe sulle elezioni europee, ma secondo il segretario dei Giovani federalisti europei (Gfe) italiani, Antonio Argenziano, vanno usati termini più articolati per definirli: nazionalisti, sovranisti, ultraconservatori. Con populisti si fa di ogni erba un fascio, nonostante le evidenti differenze, anche se tutti fanno leva sul malessere diffuso, concreto e comune ai Paesi europei.

Per Argenziano, “si sta verificando un cambio di paradigma dei nazionalismi in Europa”, sta mutando il loro modo d’interagire con le istituzioni sovranazionali: prima si scontravano direttamente con l’Ue per uscire da essa; ora non mirano semplicemente a distruggere l’Ue, ma hanno la forza politica per cambiarla dall’interno. Vi è uno scontro tra modelli d’Europa, poco chiari all’opinione pubblica.

Secondo il segretario dei Gfe, i partiti tradizionali dovrebbero ricominciare a parlare con i cittadini per recuperarne la fiducia: vengono percepiti come distanti, i loro meccanismi appaiono poco chiari, mentre le forze che si pongono come alternative allieuropeismo hanno rapporti diretti con la società civile. Non basta informare, ma bisogna ascoltare e dialogare per ricreare un legame di fiducia con la politica, ridando attenzione a chi si sente dimenticato.

I partiti europeisti devono portare la politica a livello europeo facendo proposte di portata sovranazionale, “fare un passo coraggioso, puntare sui modelli di Europa che loro propongono, dare visioni più organiche, cosa fondamentale anche dopo elezioni”, quando la battaglia politica si sposterà sulla presidenza della Commissione europea – continua Argenziano. Per essere più credibili i partiti dovrebbero concentrarsi sui problemi come una Costituzione europea, le questioni legate a diritto d’asilo, immigrazione e integrazione, politica estera, le sfide della globalizzazione: tutti temi che si intrecciano a livello europeo.

Per Argenziano, “dovrebbe scattare un meccanismo politico per cui le critiche vengono rivolte al governo europeo e non all’integrazione stessa”. Perché ciò sia possibile, dalla società civile serve una risposta capace di cambiare il clima negativo e disfattista. Per questo i feE rispondono alle sfide del domani lanciando iniziative come EURevolution, per portare i giovani ad attivarsi come generazione perché “riformare l’Ue oggi vuol dire creare un futuro migliore domani. Chi lo fa per noi se non noi?”.

Giulia Doneddu